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	<title>Business - Graziella Bragaglio</title>
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	<description>Imprenditrice ed Evangelist</description>
	<lastBuildDate>Thu, 29 Jan 2026 09:11:42 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Business - Graziella Bragaglio</title>
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		<title>Un atto d&#8217;Amore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Graziella Bragaglio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2026 09:11:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Ispirazione]]></category>
		<category><![CDATA[atto d'amore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un atto d’amore imprenditoriale: lasciare andare ciò che si è costruito per oltre vent’anni per permettere a un’impresa di crescere, evolvere e generare valore.</p>
<p>The post <a href="https://www.graziellabragaglio.it/2026/01/29/un-atto-damore/">Un atto d’Amore</a> first appeared on <a href="https://www.graziellabragaglio.it">Graziella Bragaglio</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph">Non è stato semplice.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non lo è mai quando devi lasciare andare qualcosa che hai creato con dedizione assoluta, giorno dopo giorno, per oltre vent’anni. Due realtà nate da un’intuizione, cresciute grazie a un lavoro instancabile, sempre protette e accompagnate in ogni passaggio, come si fa con ciò in cui si crede profondamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le abbiamo viste muovere i primi passi, consolidarsi, trovare una propria identità. Le abbiamo sostenute quando serviva coraggio e guidate quando serviva visione; nel tempo, sono diventate molto più di semplici aziende: sono state un pezzo di storia, di vita, di responsabilità e di orgoglio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è stato semplice nemmeno accettare che, a un certo punto, amare davvero ciò che hai costruito significhi anche saperlo lasciare andare. Comprendere che, per continuare a crescere ed esprimere fino in fondo il loro potenziale, avevano bisogno di spazi più ampi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La scelta è nata da un profondo senso di responsabilità. Perché quando l’obiettivo è continuare a fare medicina e cura d’eccellenza, non basta preservare ciò che esiste: bisogna avere il coraggio di immaginare di più. Ampliare gli orizzonti, superare i confini, raggiungere un mercato più vasto non è stato un atto di distacco, ma un atto di fiducia nel futuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Affidarle a un gruppo di dimensioni importanti, sostenuto da nuove energie in grado di accelerarne la crescita, significa offrire loro strumenti, solidità e velocità per affrontare le sfide di domani. Significa metterle nella condizione di diventare ciò che, forse, erano destinate a essere fin dall’inizio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è stato semplice neppure accettare che quel figlio che hai cresciuto per venti anni, cui hai dato “<em>i migliori anni della tua vita e di quella del tuo partner</em>”, per il quale hai sacrificato tanto e che ti ha restituito tanto, grazie al quale hai ricevuto, ma anche pagato molto — in termini emotivi e lavorativi— potesse crescere meglio e più velocemente lontano da casa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma l’abbiamo fatto con un unico desiderio: che crescesse oltre le nostre possibilità, oltre le nostre aspettative, oltre le nostre capacità. È per questo che abbiamo compreso, riconosciuto e accettato che l’opportunità di entrare in un circuito cosi importante fosse la scelta giusta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un gesto di responsabilità verso entrambe le Aziende, verso i dipendenti e i clienti che ci hanno scelto e continuano a sceglierci per ciò che siamo e per ciò che rappresentiamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mondo che abbiamo costruito, a volte nostro malgrado, richiede alle imprese di essere sempre più agili, flessibili e capaci di adattarsi rapidamente ai cambiamenti. In un ambiente caratterizzato dall’instabilità, le aziende devono costantemente innovare, reinventarsi e trovare nuove opportunità per rimanere competitive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per un imprenditore, per quanto talentuoso e dedito al proprio lavoro, accettare che la propria azienda cambi di mano per esprimere il suo pieno potenziale e crescere oltre le proprie capacità e competenze è anche un vero e proprio dolore, che trova pace solo se si rimane vigili custodi dello spirito che ha creato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è ciò che faremo, così come è il ruolo che ci è stato chiesto: rimanere a vigilare sul percorso di questo figlio che lascia casa, con le sue certezze e comodità, e decide di trasferirsi in una realtà completamente diversa per crescere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Crescerà lui, certamente, e contribuirà alla crescita di chi incontrerà, perché chi lo ha creato resterà a vigilare, anche con compiti diretti e operativi, affinché lo spirito e i valori non vengano traditi e affinché umanità e professionalità non avvizziscano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo, Matteo e io abbiamo accettato di lasciare andare <a href="https://poliambulatorioberdan.it/" target="_blank" rel="noopener" title="Poliambulatorio Oberdan">Poliambulatorio Oberdan</a> e X-Ray Service: due figli che abbiamo pensato, fatto nascere, cresciuto e portato al massimo concentrandoci sull’eccellenza della cura e sulla gestione umana del paziente. Due figli che ora, in un contesto più esteso, ramificato e vasto, potranno rappresentare il “Gold Standard” non solo della cura, ma anche dell’Ozono Terapia diventando un termine di paragone e di ispirazione per tutte le altre strutture del Gruppo che le ha fortemente volute e così tanto desiderate da accoglierle con reverenza e ammirazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nostro ruolo però non termina con il passaggio di mano: continueremo a gestire le due realtà garantendo a tutti, dipendenti e pazienti, che lo spirito con cui vengono trattati ogni giorno non cambi né si corrompa, ma anzi continui a essere fonte di ispirazione e fattore trainante di una crescita che immaginiamo, nel breve e nel medio periodo, ancora più rosea di quella che ci ha permesso di affermarci già da tempo, come Centro di Eccellenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E lo faremo con attenzione, dedizione e con la stessa passione con cui abbiamo scelto che la lunga serie di successi e di soddisfazioni che questi due figli ci hanno dato, non resti un patrimonio solo nostro, ma diventi potenzialmente di ogni paziente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Resta l’emozione di chi saluta una parte di sé, ma anche la serenità di sapere di aver fatto la scelta giusta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per i pazienti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per le persone che ci lavorano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il futuro che ora possono costruire con ancora più forza.</p><p>The post <a href="https://www.graziellabragaglio.it/2026/01/29/un-atto-damore/">Un atto d’Amore</a> first appeared on <a href="https://www.graziellabragaglio.it">Graziella Bragaglio</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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			</item>
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		<title>L&#8217;impresa come atto d&#8217;amore</title>
		<link>https://www.graziellabragaglio.it/2025/11/24/impresa-come-atto-damore-intervista-andrea-bettini/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=impresa-come-atto-damore-intervista-andrea-bettini</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Graziella Bragaglio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Nov 2025 09:30:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Ispirazione]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[impresa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un’intervista che ripercorre la mia idea di impresa: un cammino fatto di persone, visione e cura, tra sanità, sport e valori che guidano ogni giorno.</p>
<p>The post <a href="https://www.graziellabragaglio.it/2025/11/24/impresa-come-atto-damore-intervista-andrea-bettini/">L’impresa come atto d’amore</a> first appeared on <a href="https://www.graziellabragaglio.it">Graziella Bragaglio</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="wp-block-heading">La mia intervista ad Andrea Bettini</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ci sono parole che sanno restituire l’essenza di un percorso e questo articolo lo fa con una delicatezza che mi ha davvero colpita.<br><br>Rileggere la mia storia attraverso quello sguardo – dalle radici di famiglia all’imprenditoria sanitaria, fino alla pallacanestro – è stato un viaggio tra ricordi, sfide e valori che continuano a guidarmi ogni giorno.<br><br>Perché fare impresa, nello sport come nella sanità, significa prima di tutto costruire relazioni, credere nelle persone e dare forma a qualcosa che resti.<br><br>Ringrazio Andrea Bettini per la sensibilità e l’attenzione con cui ha saputo raccontare tutto questo. <br><br>Per chi non avesse ancora letto l&#8217;intervista vi riporto qui sotto l’articolo completo:</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Quando l’anno scorso stavo per uscire per FrancoAngeli con il libro <a href="https://www.francoangeli.it/Libro/Impresa!-10-parole-chiave-per-l%27imprenditoria-e-lo-sport?Id=29333" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Impresa!</a>, scritto a quattro mani con Andrea Vidotti per raccontare il legame profondo tra sport e imprenditoria, non abbiamo avuto dubbi su chi invitare a scrivere la prefazione. Volevamo qualcuno che quel parallelismo non solo lo conoscesse, ma lo vivesse ogni giorno sulla propria pelle. Così abbiamo pensato a <a href="https://www.linkedin.com/in/bragaglio-graziella-58413951/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Graziella Bragaglio</a>, una donna capace di tenere insieme due mondi apparentemente lontani — l’impresa e lo sport — con la stessa passione, la stessa visione, la stessa determinazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle prime righe della sua prefazione scriveva che <em>“Impresa è una parola che trasmette audacia, determinazione, competenza, sacrificio e, soprattutto, coraggio”</em>. Parole che la rappresentano perfettamente. Perché la sua storia è, prima di tutto, una continua sfida a superare i propri limiti e a costruire valore attraverso le persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Originaria di Nave, in provincia di Brescia, Graziella cresce in una famiglia dove il lavoro è sinonimo di dedizione e artigianalità. Suo padre, falegname, le trasmette l’amore per il costruire con le mani e con la testa, per quel dettaglio che fa la differenza tra un mestiere e un’arte. <em>«Sono la figlia di Geppetto»</em>, ama dire. Un fornitore del padre, che la ricordava ragazza tra la segatura a riempire sacchi, le ha scritto anni dopo: <em>“già allora avevo capito che saresti diventata grande”</em>. Proprio dal padre eredita la precisione e la concretezza, ma anche il gusto per le cose ben fatte, il desiderio di creare qualcosa che resti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure, la sua strada non è quella che il genitore avrebbe immaginato per lei. Mentre lui sognava una figlia impegnata a portare avanti l’attività di famiglia, Graziella sceglie un’altra via, seguendo l’istinto e la curiosità. Si laurea in Tecniche di Radiologia Medica all’Università degli Studi di Brescia e inizia a lavorare negli ospedali, prima come tecnico, poi come coordinatrice e docente. Quel mondo la affascina: osservare da vicino il corpo umano, leggerne i segni invisibili, interpretarne i messaggi è, per lei, un modo di toccare la vita nella sua verità più profonda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2001 diventa Amministratore Delegato di X-Ray Service e qualche anno più tardi, insieme al marito&nbsp;<strong>Matteo Bonetti</strong>, medico neuroradiologo, fonda il&nbsp;<a href="https://poliambulatorioberdan.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Poliambulatorio Oberdan</a>, oggi un centro di eccellenza nel panorama sanitario italiano ed europeo, punto di riferimento per l’ozonoterapia sotto guida TAC. Decine di professionisti, diverse specializzazioni, ma soprattutto un’idea precisa di sanità: quella in cui la persona viene prima del paziente e il valore umano, precede ogni procedura. <em>«Mi piace che chi entra da noi non si senta un numero, ma parte di un percorso»</em>, racconta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gestire una struttura sanitaria, soprattutto dopo la pandemia, significa misurarsi con nuove sensibilità e nuove paure. Eppure, per Graziella, è proprio in questo bilanciamento tra rigore ed empatia che si misura la vera imprenditorialità. Ha un modo tutto suo per reggere la complessità: <em>«la mia vita è fatta di cassetti e cassettini»</em>. Isola ciò che disturba, ci torna quando è il momento giusto e intanto, guida con mente fredda e cuore caldo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel raccontare la sua esperienza, usa spesso una metafora: quella della cucina. <em>«Fare impresa è come cucinare</em> — dice — <em>Ogni ingrediente è essenziale per creare un sapore unico e armonioso»</em>. Passione e follia ragionata sono il sale. La creatività è la chiave per trovare soluzioni. L’attenzione ai dettagli è il cuore. E lo spirito di squadra è l’ingrediente che tiene tutto insieme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto alla cura quotidiana, c’è una sfida che bussa:&nbsp;replicare il modello&nbsp;in altre città senza snaturarlo, facendo leva sulle&nbsp;sinergie&nbsp;e sulla&nbsp;formazione&nbsp;dei medici nei percorsi di ozono-terapia e interventistica sotto guida TAC. Perché un’impresa che funziona — nel senso più umano del termine — ha bisogno di connessioni, di nuove energie, di altri sguardi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto a tutto questo, c’è l’altra parte della sua vita, quella che a un certo punto è entrata in scena quasi per caso — e che oggi ne è diventata la metafora più potente: il basket.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando sposa Matteo, scopre che oltre a un marito ha “sposato” anche una palla a spicchi. Lui, cremonese, ex giocatore e allenatore, non riesce a stare lontano dal campo. E così, passo dopo passo, quella che sembrava una passione privata si trasforma in una nuova impresa collettiva. Nel 2009 nasce la&nbsp;<a href="https://pallacanestrobrescia.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Basket Brescia Leonessa</a> e con essa, una sfida che cambierà la storia sportiva della città.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Guidata da Graziella come presidente, la squadra parte dalla Serie B, risale la china anno dopo anno, fino alla promozione in Serie A nel 2016 e alla conquista dell’Europa. Un percorso costruito con ostinazione, sacrificio e visione. In un ambiente prevalentemente maschile, lei si fa spazio con naturale autorevolezza, portando dentro la logica dello sport la stessa cultura del lavoro che l’ha formata nella sanità: quella fatta di disciplina, ascolto e umanità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>«Ho imparato a fare passi indietro, non solo avanti»</em>, dice. <em>«Perché una squadra si guida anche lasciando agli altri il tempo di crescere»</em>. E in quella frase c’è tutta la sua filosofia di leadership: il coraggio di lasciare andare, la consapevolezza che costruire non significa possedere, ma permettere a ciò che hai creato di proseguire la sua strada.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2020, infatti, decide di aprire un nuovo capitolo e di affidare la quota principale della società all’imprenditore bresciano <strong>Mauro Ferrari</strong>, garantendo così alla squadra la possibilità di crescere ulteriormente. È un atto di lucidità e amore insieme: per la città, per la tifoseria, per un progetto che non poteva restare confinato in un nome o in una famiglia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi continua a rappresentare con orgoglio la&nbsp;Pallacanestro Brescia, simbolo di una comunità che ha imparato a riconoscersi in un sogno condiviso. Ogni vittoria, ogni abbraccio in campo, ogni applauso sugli spalti è il segno tangibile di ciò che lei chiama “impresa emotiva”: quella che nasce dal cuore e arriva alle persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Crede nella responsabilità delle scelte, anche quando fanno male: <em>«la vita ci pone davanti a bivi che non delego ad altri»</em>. È da lì che passa la differenza tra guidare e subire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche come madre ha imparato a fare un passo indietro quando serve: <em>«ogni figlio mi ha insegnato qualcosa di diverso. Pensavo di riconoscermi in uno, poi ho capito che assomiglia al padre. Ho cambiato io e lui è cambiato con me»</em>. È la stessa regola che applica in azienda e in campo: ascoltare, capire, lasciare spazio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In fondo, tutta la vita di Graziella Bragaglio si muove dentro questo equilibrio: tra forza e delicatezza, tra decisione e accoglienza, tra costruire e lasciare andare. Che si tratti di una clinica o di una squadra, di un paziente o di un atleta, per lei l’impresa resta una sola: creare valore umano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto ciò con il sorriso, anche quando il cammino diventa difficile. Perché, come scrive nella sua prefazione,&nbsp;<em>«è importante voler bene a ciò che si fa, poiché il mondo imprenditoriale è privo di emozioni solo per chi non lo vive con passione»</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è forse proprio in questa frase che si racchiude la sua vittoria più grande: quella di aver trasformato ogni scelta in un atto d’amore.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://www.graziellabragaglio.it/2025/11/24/impresa-come-atto-damore-intervista-andrea-bettini/">L’impresa come atto d’amore</a> first appeared on <a href="https://www.graziellabragaglio.it">Graziella Bragaglio</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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			</item>
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		<title>Smart Future 24: in dialogo con i giovani e il futuro</title>
		<link>https://www.graziellabragaglio.it/2024/10/17/smart-future-giovani/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=smart-future-giovani</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Graziella Bragaglio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Oct 2024 08:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[smart future]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un progetto basato sull’importanza dell’orientamento informato per guidare i giovani nella scelta di un percorso che li renda degli esseri umani soddisfatti.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6></h6>
<p>L’esperienza mi ha insegnato che aderire alle proprie giovani ambizioni dà una gran soddisfazione. Ma riuscire in qualcosa che non si sarebbe mai pensato di fare ne dà ancora di più.</p>
<p>Il 3 ottobre ho partecipato allo <a href="https://www.smartfutureacademy.it/evento/smart-future-brescia-24-medie/"><strong>Smart Future 24</strong></a>, un evento organizzato da Smart Future Academy, associazione no profit nata con l’obiettivo di realizzare eventi e occasioni di formazione e informazione destinate ai giovani dalle scuole medie alla laurea.</p>
<p>Un progetto basato sull’importanza di fornire ai giovani un orientamento informato e completo che li guidi nella scelta di un percorso che non li renda solo dei professionisti, ma degli esseri umani soddisfatti delle proprie scelte. Una missione ambiziosa, e io non potevo non partecipare!</p>
<p>È stata un’occasione per emozionarsi di fronte a tante giovani menti e restituire a loro un po’ della mia esperienza di professionista.  E condividere cosa ho imparato come individuo facente parte di una comunità sociale, prima ancora che professionale.</p>
<p>Perché in questo caso non si stava solo chiedendo a loro “Cosa vuoi fare da grande?”.</p>
<p>A noi relatori è stato chiesto di rispondere a una domanda, se possibile, ancora più complessa: “Quello che stai facendo oggi è quello che speravi di fare da piccola?”.</p>
<p>Ecco, per prepararmi a rispondere a questa domanda ho riflettuto molto. Ho pensato al mio percorso professionale e a cosa avrei potuto “suggerire” ai miei giovani ascoltatori che potesse stimolarli e spingerli a guardare a una potenziale carriera non come una strada a senso unico, costeggiata da alti muri, ma come a un sentiero. A un percorso (a volte piuttosto tortuoso) dove imboccare una deviazione non sempre significa sbagliare strada.</p>
<h2>Ciò che faccio adesso lo avevo mai sognato?</h2>
<p>È piuttosto raro avere l’opportunità di parlare a una platea di ragazze e ragazzi così numerosa. Non potevo farmela scappare.</p>
<p>E ho potuto raccontargli due esperienze entusiasmanti: quelle di presidente di una squadra di pallacanestro e direttrice di un poliambulatorio.</p>
<h6>Condividere con i giovani il proprio vissuto, mettendosi al loro livello e lasciando a casa filtri e veli, è la strategia migliore non solo per mostrare loro un possibile percorso formativo ma per lasciargli qualcosa della nostra esperienza.</h6>
<p>I ragazzi sono aperti verso chi sentono che li sta trattando da esseri senzienti, non da scatole da riempire.</p>
<p>Per questo ho scelto di parlargli del mio percorso vario e variegato. Così avrebbero visto che è importante avere un obiettivo di carriera, ma che non significa dover seguire un binario obbligato.</p>
<p>La vita può metterci di fronte a tante difficoltà, costringendoci a deviare dal nostro percorso. Ma il cambiamento può rivelarsi la svolta fortunata che non ci si aspetta.</p>
<h2>Una strada, tante strade</h2>
<p>Beh, sì… in parte ho seguito la strada che volevo, con grandissima soddisfazione.</p>
<p>Il mio percorso di elezione è stato nelle professioni tecniche, in particolare nella specializzazione in Radiologia. Perché scegliere questo percorso?</p>
<p>Mio padre era un piccolo imprenditore e nella sua azienda ci sarebbe stato bisogno di qualcuno che si occupasse di amministrazione. Al che il mio percorso sembrava segnato: ragioneria. Ma già qui la prima deviazione: i numeri in quel periodo non facevano per me, così ho rivolto il mio sguardo alla scienza e alla tecnica. Forse per un legame intrinseco con ciò che è capitato alla mia famiglia, forse per questa personale spinta a voler guardare a fondo (letteralmente) dell’essere umano, la radiologia diventa la mia professione e il fulcro di un’impresa innovativa e di alto livello.</p>
<p>Dopo aver lavorato per tre anni in ospedale, decisi di lasciare quell’ambiente e mettermi in proprio, avviando un importantissimo progetto con il Gruppo Privato. Quel progetto ha rivoluzionato il mondo della radiologia, ma dopo aver collaborato alla crescita degli altri era giunto il momento di creare una cosa mia. Con molto impegno e caparbietà ho fondato un centro sanitario di diagnostica all’avanguardia, che guarda all’evoluzione tecnologica per fornire ai pazienti gli strumenti migliori per la diagnosi e la messa a punto di terapie.</p>
<h6>Il percorso che ho scelto non è stato facile, ma mi ha portato ad essere amministratrice di due società attive in ambito medico.</h6>
<p>Era il mio sogno? Beh, devo dire che la realtà ha superato la fantasia. Gli ingredienti che non sono mai mancati sono stati la mia passione, la tenacia e una certa dose di spirito imprenditoriale; perché io non volevo essere un medico, ma un’imprenditrice tecnica: una professionista in grado di vedere il lato più profondo delle cose e nel contempo creare valore per la comunità con un servizio di altissimo livello.</p>
<p>Queste aziende sono forse il mio lascito più importante perché oltre ad essere il frutto del mio impegno, sono un servizio di eccellenza per la mia comunità.</p>
<h2>La svolta inaspettata e il potere della prospettiva</h2>
<p>Avevo mai sognato di diventare la presidente di una squadra di basket? Ecco, questo no…</p>
<p>È stata una di quelle svolte entusiasmanti che mai si sarebbero pronosticate nella vita. Perché è stata una scommessa, un azzardo, un volersi mettere alla prova in un campo che non avevo mai preso in considerazione.</p>
<p>Mettiamoci un mix di destino (se vogliamo chiamarlo così), opportunità e intuito, e otteniamo una svolta sportiva che ha aggiunto soddisfazioni a una vita professionale che già ne aveva elargite molte.</p>
<p>Il mio carattere di imprenditrice ha trovato il modo di esprimersi anche in questo ambito, del quale conoscevo poco: questa sfida nel mondo della pallacanestro ha però aggiunto valore al mio modo di lavorare e, di conseguenza, di pensare agli impegni e alla programmazione.</p>
<p>Questo nuovo ruolo mi ha permesso di scoprire risorse che non credevo di avere e ogni giorno mi regala un tassello in più come professionista e come persona: il contatto con la squadra, con i tifosi, con la città che rappresentiamo ha incrementato il valore intrinseco di una esperienza che non avevo assolutamente messo in programma.</p>
<p>È questo il succo del mio messaggio: ciò che sembra un azzardo, una pazzia o qualcosa che non ci appartiene può rivelarsi una fonte unica di esperienza e di soddisfazione.</p>
<p>Il che non significa buttarsi senza ragionare o solo per il gusto di fare qualcosa di diverso, ma essere abbastanza maturi per capire quando una deviazione dal nostro percorso può rappresentare una crescita professionale e, ancora più importante, personale.</p>
<p>Significa <a href="https://www.graziellabragaglio.it/2024/09/16/ripartire-settembre/">abbracciare il cambiamento</a>, dandosi la possibilità di seguire un vento nuovo anche restando al timone dei nostri sogni.</p>
<h2>Dare voce ai giovani è dare voce alla crescita</h2>
<p>Dobbiamo amare il nostro lavoro? Sembra scontato dirlo, ma è ipocrita nascondere che anche facendo ciò che si ama si può essere stanchi, demotivati, a volte tristi.</p>
<p>Il lavoro occupa gran parte della nostra vita adulta ma quando ce lo immaginiamo da bambini quasi mai prendiamo in considerazione la fatica, le delusioni e anche i fallimenti.</p>
<p>È il percorso di tutti noi, ma scegliere di seguire la propria strada con passione fa sì che si possano sopportare anche i lati negativi.</p>
<p>Io ho fatto ciò che desideravo da ragazza, mi sono impegnata in un percorso che ho scelto per passione e poi mi sono ritrovata anche presidente di una squadra di basket.</p>
<p>Ho raggiunto il mio obiettivo, ma ho consentito alla me adulta di provare anche altre strade.</p>
<p>Perciò concludo con questa piccola riflessione.</p>
<p>A tutti quelli che si trovano nella situazione di doversi chiedere cosa fare da grandi o se quello che stanno facendo è ciò che avevano sognato posso dire che c’è sempre l’occasione per poter deviare un po’ dalla propria strada e che, molto spesso, quel nuovo sentiero è ciò che ci voleva.</p>
<blockquote><p>Perché una carriera è un percorso, non una destinazione.</p></blockquote><p>The post <a href="https://www.graziellabragaglio.it/2024/10/17/smart-future-giovani/">Smart Future 24: in dialogo con i giovani e il futuro</a> first appeared on <a href="https://www.graziellabragaglio.it">Graziella Bragaglio</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Evento B2B Speed Meeting: sport, felicità e networking per la Pallacanestro Brescia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Graziella Bragaglio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Mar 2024 14:19:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[speed meeting]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo speed meeting di Germani Pallacanestro Brescia: un evento che unisce aziende, sport e territorio, creando nuove connessioni e opportunità di collaborazione</p>
<p>The post <a href="https://www.graziellabragaglio.it/2024/03/27/evento-speed-meeting/">Evento B2B Speed Meeting: sport, felicità e networking per la Pallacanestro Brescia</a> first appeared on <a href="https://www.graziellabragaglio.it">Graziella Bragaglio</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph" id="ember55">Molti di voi sapranno già cosa è uno “<em>speed meeting</em>” … è una tecnica, se così la vogliamo chiamare, molto diffusa per fare networking in ambito professionale. Ebbene, mercoledì scorso, 20 marzo, la Germani Pallacanestro Brescia ne ha organizzato uno per i suoi sponsor e le aziende nell’incantevole Villa Baiana delle Tenute <a href="https://www.linkedin.com/company/lamontinafranciacorta/">Montina Franciacorta</a>. E dato che il 20 marzo cade la Giornata della Felicità, quale occasione migliore per incontrarci, festeggiare i risultati dei nostri ragazzi in campionato e “fare squadra”? Uno spazio di confronto con le tante esperienze e visioni dei nostri partner e sponsor, un modo veloce, informale ed efficace per connettere persone di settori diversi che però hanno in comune la passione per lo sport e l’apertura mentale verso modi nuovi di fare impresa e di collaborare per la crescita del nostro territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph" id="ember56">Prima di passare al racconto dell’evento, lasciatemi spendere solo due parole sulla Giornata della Felicità: ogni 20 marzo, si celebra l’importanza della felicità nella nostra vita e il suo contributo al nostro benessere. Sembra frivolo parlarne, ma mi sono soffermata a riflettere su quanto spesso la felicità venga enfatizzata troppo o troppo poco, non riuscendo a trovarle una collocazione nella nostra quotidianità. Ecco, per me questo evento è stato felice, perché ha coronato un momento molto positivo per la mia squadra ma mi ha anche mostrato quanta energia positiva si riesce a riunire quando le persone condividono le loro idee e i loro progetti.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="ember57">Chi, come e perché</h3>



<p class="wp-block-paragraph" id="ember58">Questo <strong>Evento B2B – Speed Meeting</strong> è stato il secondo evento stagionale organizzato dalla Germani destinato ai partner del nostro gruppo e a coloro che desiderano entrare a far parte della nostra famiglia.&nbsp;L’accoglienza calda e raffinate delle Tenute La Montina ha Saputo mettere tutti a proprio agio durante tutta la durata dell’evento, che non poteva non culminare con uno squisito buffet e una degustazione dei vini eccellenti prodotti dalla cantina. Un contest ideale per scambiarsi le proprie esperienze e guardare insieme alle nuove sfide che il nostro territorio e i tempi velocissimi che viviamo ci mettono ogni giorno davanti. Un’opportunità per tutti noi di stare insieme e costruire legami ancora più forti, non solo uniti dalla passione per lo sport ma dalla condivisione di progetti e visioni che guardano al futuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph" id="ember59">L’evento ha messo insieme rappresentanti di aziende molto diverse tra loro, da chi si occupa di cartotecnica ai servizi, dalla salute alle nuove tecnologie. Come in ogni speed meeting, il ritmo è stato veloce: ad ogni partecipante è stato assegnato un tempo preciso per presentarsi e far sapere cosa si fa e cosa si sta cercando, condividendo la propria esperienza con gli altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph" id="ember60">Nel mio intervento di apertura ho tenuto in particolar modo a sottolineare quanto apprezzassi la grande partecipazione, segno della voglia di mettersi in gioco, di fare qualcosa insieme, di ascoltare l’esperienza di imprenditori e imprenditrici anche molto diversi tra loro; sono infatti profondamente convinta che la collaborazione e la compenetrazione delle idee non possano che generare frutti splendidi e, in questo senso, le energie del mondo imprenditoriale sono la linfa che muove la vita del nostro territorio e della sua comunità.</p>



<p class="wp-block-paragraph" id="ember61">Se sappiamo incanalare le energie positive di tutti coloro che ogni giorno vivono sul territorio e investono nelle sue risorse, saremo in grado di rafforzare il legame con la comunità e portare interventi efficaci che facciano crescere tutti insieme.</p>



<p class="wp-block-paragraph" id="ember62">Proprio come una squadra di pallacanestro: se ognuno porta la sua forza, la sua intelligenza e le mette al servizio di un progetto comune, i risultati arrivano. Eccome se arrivano! (lasciatemi gongolare un po&#8217;!).</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="ember63">Quali benefici per le aziende?</h3>



<p class="wp-block-paragraph" id="ember64">Quando le aziende partecipano ad eventi del genere vedono ampliarsi i loro orizzonti di collaborazione, aumentando in modo considerevole le opportunità di trovare partner e collaboratori sul territorio e non solo. Si interagisce con esponenti di vari settori in un breve lasso di tempo, nel quale si cerca di condensare (anche se è difficile) il proprio percorso professionale, le sfide affrontate e cosa si sta cercando in una futura collaborazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" id="ember65">Questi scambi possono portare alla creazione di progetti innovativi con un impatto decisamente positivo sulla crescita dell’azienda stessa, ma anche di tutto l’ambiente in cui essa opera.</p>



<p class="wp-block-paragraph" id="ember66">Inoltre, questo genere di incontri avviene in un ambiente informale e amichevole, in sui si possono creare relazioni con sponsor e altre aziende in modo naturale e senza troppe sovrastrutture. Per questo abbiamo investito nell’organizzazione di questo evento, perché crediamo moltissimo nella condivisone e nel valore dello scambio di idee: in questo modo, tutti possono accedere a risorse di eccellenza, a conoscenze e competenze di altissimo valore.</p>



<p class="wp-block-paragraph" id="ember67">Sono convinta che chiunque abbia partecipato a questo evento sia tornato a casa con un bagaglio di nuove prospettive, approcci innovativi e spunti di riflessione.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="ember68">Non partecipanti, ma protagonisti del cambiamento</h3>



<p class="wp-block-paragraph" id="ember69">Vorrei infatti riferirmi a tutti quelli che hanno partecipato come protagonisti: lo sono della vita delle loro aziende, lo sono stati anche nel nostro evento. Perché senza le loro idee e la loro volontà di condividerle non avremmo ottenuto questo successo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" id="ember70">Espandere le proprie vedute, intrecciare nuovi contatti e apprendere dagli altri sono sempre stati degli asset (se vogliamo dirla con l’aziendalese), ma in questo mondo globale e aperto lo sono ancora di più; inoltre, si recupera anche il piacere di stare insieme di persona, di vedersi dal vivo, di condividere un buon pasto o un bicchiere, costruendo relazioni che partono in primis dalle persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph" id="ember71">Ed è anche un modo per uscire dal proprio guscio e capire che quando c’è scambio e collaborazione, anche i progetti più impensabili possono assumere un volto tutt’altro che impossibile.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="ember72">Ci vediamo al prossimo evento?</h3>



<p class="wp-block-paragraph" id="ember73">Abbiamo quindi chiuso da neanche una settimana in nostro Evento B2B – Speed Meeting che non vediamo l’ora di organizzarne un altro!</p>



<p class="wp-block-paragraph" id="ember74">Non posso che essere felice del successo che ha riscosso, enfatizzando il senso di collaborazione, relazione e comunità. E mi ha confermato quello di cui sono da sempre convinta: che riunire insieme aziende e territorio ha sempre un impatto positivo. È un promemoria del fatto che lavorando insieme, uniti dalla stessa passione, si possono realizzare progetti incredibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph" id="ember75">E, se mi permettete, la Pallacanestro Brescia incarna perfettamente questo spirito: la voglia di crescere, di unire, di collaborare per un progetto comune. E un evento del genere non poteva tenersi sotto un’egida migliore di quella dello sport. Quello sano, bello, che regala davvero la felicità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://www.graziellabragaglio.it/2024/03/27/evento-speed-meeting/">Evento B2B Speed Meeting: sport, felicità e networking per la Pallacanestro Brescia</a> first appeared on <a href="https://www.graziellabragaglio.it">Graziella Bragaglio</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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