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	<title>Uncategorized - Graziella Bragaglio</title>
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	<description>Imprenditrice ed Evangelist</description>
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		<title>La sostenibilità non è utopia&#8230; e non è più rimandabile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Graziella Bragaglio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Oct 2023 08:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal Futura Expo 2023 una riflessione sulla sostenibilità: innovazione, giovani e responsabilità aziendale, tra bilancio etico e impegno per il territorio</p>
<p>The post <a href="https://www.graziellabragaglio.it/2023/10/25/sostenibilita-non-e-utopia/">La sostenibilità non è utopia… e non è più rimandabile</a> first appeared on <a href="https://www.graziellabragaglio.it">Graziella Bragaglio</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="ember53">Per questo articolo di ottobre ho tratto ispirazione non da una riflessione, ma da un evento molto concreto al quale ho avuto la fortuna e il piacere di partecipare, in qualità di imprenditrice e di presidente della <a href="http://pallacanestrobrescia.it" target="_blank" rel="noopener" title="">Pallacanestro Brescia</a>, egregiamente accompagnata <strong>dall’Assistant Coach David Moss</strong>.</p>



<p id="ember54">Dall’8 al 10 ottobre si è infatti tenuto presso il <strong>Brixia Forum di Brescia</strong> il #<strong>FuturaExpo2023</strong>: non solo un’esposizione, ma un vero e proprio luogo in cui le idee e le riflessioni si condividono e dove si è potuto ammirare concretamente cosa si è in grado di realizzare quando si crea sinergia tra innovazione, creatività, saper fare e investimenti.</p>



<p id="ember55">È l’occasione più importante in Italia per far incontrare chi riflette sulla sostenibilità, chi la innova e chi ogni giorno può esserne protagonista: <strong>noi</strong>, cittadini del mondo, che assumendoci la responsabilità dei nostri comportamenti e sviluppando sempre maggiore consapevolezza del loro impatto possiamo dare un fortissimo impulso alla rivoluzione verde, che non è più “futura”. È già qui.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="ember56">Verde come vegetale</h3>



<p id="ember57">La cosa che di sicuro avrà colpito di più all’ingresso della fiera è il <strong>Vegetal Pavilion</strong>: un incredibile allestimento in cui vegetale e antropico cercano la sintesi e dimostrano che una convivenza è possibile. Con circa 1.300 piante e 300 mq di garden wall, credo possa ben rappresentare l’obiettivo che l’umanità deve perseguire già da ora: coniugare lo spazio che si abita con quello che è già dimora della flora nel nostro mondo, costruendo di giorno in giorno un ambiente non solo più sano ma soprattutto in grado di rigenerarsi. Come dimostrano il riciclo, la riduzione dello spreco alimentare, un uso più intelligente delle plastiche, rivoluzionare il mondo in un’ottica sostenibile è possibile, concreto, e necessario.</p>



<p id="ember58">Ammetto che questo mi ha colpito tantissimo, perché è fondamentale che in una realtà molto antropizzata come il nord italiano si debba essere consapevoli del fatto che uomo e ambiente vegetale sono intrecciati in un groviglio fatto di interdipendenza, sostegno e nutrimento.</p>



<p id="ember59">Pensate a quanto il verde fa per voi, la prossima volta che vi troverete al cospetto di un albero e capirete anche quanto ciascuno di noi può fare per proteggerlo.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="ember60">Incontri e riflessioni: quando industria e sostenibilità si parlano</h3>



<p id="ember61">Credo che eventi come Futura Expo possano davvero offrire l’occasione preziosa di toccare con mano e sentire con le proprie orecchie quanto movimento virtuoso ci sia oggi in tema di sostenibilità. Ogni personalità intervenuta ha offerto non solo il proprio punto di vista sulle differenti dimensioni che questo tema assume, ma ha portato esperienze e dati per poter capire davvero come ci si sta muovendo e quali obiettivi sono stati raggiunti.</p>



<p id="ember62">Questo perché <strong>#sostenibilità</strong> può essere declinata in così tanti spettri che ogni settore può davvero farla propria: dall’edilizia alla ricerca scientifica, dall’alimentazione all’arte, tutto può fornire un contributo organico e complesso a questo tema, e ogni attività umana può declinarlo a seconda delle proprie caratteristiche.</p>



<p id="ember63">Ciò che mi ha reso davvero felice è stato vedere quanta attenzione sia stata riservata ai <strong>giovani</strong>: le nostre ragazze e i nostri ragazzi, a partire dall’infanzia, sono il vero motore del cambiamento per la loro capacità di immaginare il futuro; educarli al rispetto dell’ambiente in cui vivono, spronarli alla ricerca di soluzioni sempre nuove che possano contenerne lo sfruttamento e sensibilizzarli sull’impatto che lasciamo sul mondo sono, io credo, tra le armi più efficaci che abbiamo per sostenere la sostenibilità.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="ember64">Come l’azienda può contribuire: il bilancio di sostenibilità</h3>



<p id="ember65">Ma non ho partecipato a Futura Expo considerandola solo un evento e una fiera: per me è stata quasi un’opportunità di formazione, perché in qualità di direttrice generale di due aziende e imprenditrice, la sostenibilità è uno degli obiettivi/valori alla base delle mie attività. <a href="https://www.linkedin.com/company/poliambulatorio-oberdan/">Poliambulatorio Oberdan</a>, come da 5 anni a questa parte, anche quest’anno ha presentato il <strong>bilancio di sostenibilità</strong>.</p>



<p id="ember66">Questo documento è di fatto, la summa degli impegni che un’attività economica prende nei confronti dell’ambiente (umano e non) e degli obiettivi ottenuti, che ne misura e ne valuta l’impatto sul territorio e sulla comunità. Una rendicontazione puntuale, dettagliata e trasparente che informa azionisti, clienti, istituzioni su come l’impresa/attività si comporta in ambito ambientale, sociale e di gestione (il famoso acronimo ESG).</p>



<p id="ember67">Poliambulatorio Oberdan e X-Ray Service ogni anno pubblicano il bilancio e raccontano, attraverso numeri, dati, infografiche, quanto è stato fatto, quello che si farà e quali sono i valori e i principi che ogni giorno li motivano: ciò non fa solo parte del nostro codice etico, ma anche dei parametri che un’azienda che vuole essere innovativa e sostenibile deve assimilare e rispettare.</p>



<p id="ember68">Il nostro 2022 si è chiuso con più di 16.000 pazienti trattati nelle tre sedi e con sempre maggiore impegno nella tutela della privacy e dell’uguaglianza dei diritti e nella fornitura di servizi adeguati e di livello alla nostra comunità; tutto ciò in un contesto umano e lavorativo che favorisca integrazione, rispetto e stima, sia all’interno che all’esterno dell’azienda.</p>



<p id="ember69">A livello più prettamente ambientale, il nostro bilancio rappresenta in modo trasparente il nostro impegno nel rendere l’attività efficiente dal punto di vista energetico, della gestione dei rifiuti e del consumo idrico, con particolare attenzione al monitoraggio costante dei consumi. Da tempo infatti ci siamo attrezzati per limitare la nostra <em>carbon footprint</em>: abbiamo installato pompe di calore raffreddate da pozzi geotermici per il condizionamento degli ambienti di lavoro, azzerando l’emissione di CO2.</p>



<p id="ember70">Qual è il vantaggio di redigerlo? Oltre alla dimostrazione di trasparenza, redigerlo ogni anno permette di monitorare davvero il percorso dell’azienda e valutare sul serio i progressi fatti e quali altre azioni possono essere adottate o implementate al fine di migliorare la propria sostenibilità.</p>



<p id="ember71">Questo perché non è più evitabile impegnarsi davvero per la sostenibilità, quella concreta, realizzata ogni giorno con le azioni di ogni cittadino e di tutte le attività economiche, artistiche e politiche che si pongono alla guida del motore produttivo del paese: in quest’ottica, le aziende possono essere il traino non solo per comunicare questa esigenza all’interno delle loro strutture, tra quadri e dipendenti, ma anche all’esterno, facendosi portavoce verso i propri clienti e verso il mercato che servono di un percorso che permetterà a tutti di costruire un ambiente sano.</p><p>The post <a href="https://www.graziellabragaglio.it/2023/10/25/sostenibilita-non-e-utopia/">La sostenibilità non è utopia… e non è più rimandabile</a> first appeared on <a href="https://www.graziellabragaglio.it">Graziella Bragaglio</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Occhio che guarda, cervello che impara</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Graziella Bragaglio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2023 13:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una riflessione sul valore dell’occhio allenato: vedere, guardare e osservare con consapevolezza per migliorare la lettura della realtà e delle relazioni</p>
<p>The post <a href="https://www.graziellabragaglio.it/2023/01/26/occhio-che-guarda-cervello-che-impara/">Occhio che guarda, cervello che impara</a> first appeared on <a href="https://www.graziellabragaglio.it">Graziella Bragaglio</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="wp-block-heading" id="ember50">Quanto è importante saper sfruttare lo sguardo e allenarsi all’osservazione attenta</h3>



<p id="ember51">Il tema dell’articolo di questa settimana proviene in parte dalla mia diretta esperienza professionale e in parte dalla curiosità verso tutto quello che ruota attorno all’osservare.</p>



<p id="ember52">Ho parlato più volte di quanto sia importante, per un tecnico <strong>#radiologo</strong>, prestare attenzione a ogni minimo dettaglio: di fatto, la bravura, la maestria, di chi per lavoro si occupa di analizzare immagini è proprio quella di sapere sfruttare al meglio i propri occhi e allenarli ogni giorno ad essere più aperti (in tutti i sensi). Questo è il lato “tecnico” della mia riflessione.</p>



<p id="ember53">Dall’altra parte, come professionista a contatto con i pazienti e come <strong>#imprenditrice</strong>, che quasi quotidianamente si trova a parlare e confrontarsi con colleghi e collaboratori, sono consapevole del peso che le parole hanno e di come qualche volta le usiamo senza saperlo.</p>



<p id="ember54">Unendo questi due stimoli ho pensato: so davvero che differenza c’è tra vedere, guardare e osservare e, conseguenza, uso questi termini in modo corretto?</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="ember55">E quando ho davanti a me una radiografia, o un’immagine 3D, la sto vedendo, la sto guardando o la sto osservando?</h3>



<p id="ember56"><strong>#Vedere</strong>, <strong>#guardare</strong> e<strong> #osservare</strong> sono i tre verbi principali della vista (non sono gli unici, beninteso, ma con ragionevole certezza potremmo dire che sono quelli più usati).</p>



<p id="ember57">Stando al <a href="https://www.treccani.it/vocabolario/" target="_blank" rel="noopener" title="">dizionario Treccani</a>, “<em>vedere</em>” significa percepire il mondo esterno con la vista. Quindi, è ciò che fisiologicamente facciamo quando apriamo le palpebre e lasciamo che gli stimoli dell’ambiente intorno a noi colpiscano i nostri occhi (escludendo patologie e/o traumi che lo impediscano). A seconda del grado di intensità poi, il verbo vedere si declina con altri termini. “<em>Guardare</em>” invece si porrebbe a un livello più marcato di partecipazione del soggetto: quando guardo, io dirigo il mio sguardo verso qualcosa in modo intenzionale (anche se si può guardare senza vedere) e lo fisso per poterlo percepire meglio o per distinguerne le caratteristiche. Un sinonimo di guardare è “osservare”, perciò anche qui c’è quella componente intenzionale e di attenzione che aggiunge più soggettività all’azione.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="ember58">La nostra bella lingua poi ci offre una varietà di espressioni e combinazioni che da sole riempirebbero il mio articolo!</h3>



<p id="ember59">Quindi, noi possiamo vedere o no; guardare e non vedere, osservare con maggiore o minore attenzione.</p>



<p id="ember60">Ma quando questa attività è parte imprescindibile della propria professione, in che modo lo usiamo? Il modo in cui guardiamo è anche improntato a cosa si sta cercando, a cosa speriamo di cogliere attraverso il nostro sguardo.</p>



<p id="ember61">Quando eseguiamo un esame radiografico, oltre a circoscrivere il sito sul corpo del paziente sul quale svolgerlo, lo facciamo proprio scrutando (ecco un altro verbo affine alla vista) ogni centimetro dell’immagine alla ricerca di una risposta a una o più domande: “C’è un’anomalia?”, “Dov’è la causa del dolore che il paziente sta provando?”, “Dov’è la frattura causata dal trauma?”.</p>



<p id="ember62">E quando l’esito dell’esame diagnostico, la <strong>#radiografia</strong> o il <strong>#radiogramma</strong> restituito dal macchinario (sia questo in 2D o 3D), viene osservato e “<em>letto</em>” per effettuare la diagnosi, lo si fa proprio aguzzando la vista (ecco, man mano che scrivo le espressioni saltano fuori come funghi). Ma l’approccio di ricerca può, anzi deve, essere affiancato da un&#8217;altra predisposizione: è importantissimo lasciare aperti gli occhi nel senso più ampio della definizione, cioè lasciare che la propria vista possa scoprire qualcosa della quale non sospettavamo l’esistenza. O che la fattispecie che stavamo cercando si rivela diversa da come ce l’aspettavamo. Non significa lasciarsi cogliere impreparati da ciò che si potrebbe trovare, ma procedere nell’osservazione ancora più attenta, educando i propri occhi a trovare sì quello che si cerca, ma anche a vedere quello che non ci si aspetta.</p>



<p id="ember63">Nel corso della pratica radiologica è all’ordine del giorno dover dirigere il proprio sguardo (e quindi guardare) in direzioni anche molto lontane da quelle impostate all’inizio dell’esame.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="ember64">È una sfida quotidiana a migliorare la propria capacità, un esercizio costante.</h3>



<p id="ember65">Di fatto, la professionalità è questa: la consapevolezza che la nostra capacità, le nostre competenze, sono messe alla prova a ogni esame, a ogni sguardo posto su una radiografia.</p>



<p id="ember66">In questo caso, la flebile, etimologica distinzione tra vedere e guardare è per me importantissima perché è ciò che separa la capacità di scorgere anomalie e segnali dal non saperlo fare. Imparare a dirigere lo sguardo in modo consapevole sulle immagini e sulla realtà che abbiamo di fronte è quello che rende possibile esercitare la propria professione; a questo si aggiunge anche il fatto che saper guardare il paziente significa anche accorgersi dei segnali che manda, anche in modo inconsapevole.</p>



<p id="ember67">Concludendo, uno sguardo più attento significa anche poter imparare ogni giorno come elaborare le informazioni, sia che vengano dalle immagini su un monitor o dalla persona che ci sta parlando davanti. Proviamo ogni giorno a esercitare il nostro sguardo e il nostro cervello imparerà sempre di più come guardare il mondo e gli altri.</p><p>The post <a href="https://www.graziellabragaglio.it/2023/01/26/occhio-che-guarda-cervello-che-impara/">Occhio che guarda, cervello che impara</a> first appeared on <a href="https://www.graziellabragaglio.it">Graziella Bragaglio</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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