Quando la passione si riaccende: la forza di ricominciare e il cuore graffiante della Leonessa
Ci sono momenti nel percorso di un imprenditore in cui la vita ti mette davanti a scelte dolorose, a curve improvvise che sembrano arrestare anche i sogni più consolidati. Nella vita aziendale come nello sport ad alti livelli, il confine tra un capitolo che si chiude e una storia che deve ancora essere scritta è spesso sottilissimo. Ed è proprio in quella crepa che si misura la vera tempra di chi guida.
Nei giorni scorsi, durante una intervista rilasciata agli studi di Teletutto e Radio BresciaSette ai microfoni del direttore artistico Maddalena Damini, ho davvero aperto il cuore, in un ritratto autentico, che mi ha commosso a tratti ma nel quale ho ritrovato tutto il mio carattere e la mia tenacia. Mi piace condividerlo con chiunque creda nella forza delle idee, nel valore del lavoro di squadra e nella capacità di rialzarsi sempre.
Un estate carica di tensione
Guardarsi indietro dopo un’estate carica di tensione emotiva non è mai facile e certo non posso nascondere l’amarezza per un’estate piena di incertezze, segnata dal doloroso passaggio della vendita del titolo a Roma e dal sofferto saluto ai ragazzi protagonisti di una fantastica stagione, quella appena trascorsa, avvenuto in un clima in cui il futuro sembrava improvvisamente sospeso nel vuoto.
Un momento emotivamente fortissimo è stato per me la proiezione del film celebrativo per i 10 anni dalla storica Promozione del Basket Brescia in Serie A. Una serata pensata come un passaggio di testimone con Mauro Ferrari, dopo anni di lavoro e sacrifici che nessuno potrà mai cancellare. Essere in prima linea significa anche esporsi, fidarsi, e a volte rimanere feriti. Per una donna come me, abituata a mettere la faccia e l’anima in ogni progetto, la sensazione che quella fiamma costruita con anni di fatica potesse spegnersi per sempre è stato il momento più buio.
Ma quello che fa la differenza, la cosa più importante, ne sono certa, non sta nel non cadere mai, bensì nella velocità e nella determinazione con cui ci si rialza.
Un miracolo lungo 24 ore: quando una città si stringe attorno al suo simbolo
Ed è qui che la storia ha cambiato passo. Ciò che è accaduto a margine di quella famosa conferenza stampa ha del prodigioso: in poco più di 24 ore, la macchina si è rimessa in moto.
Quando tutto sembrava perduto, il tessuto economico, umano e sociale di Brescia ha risposto con una reazione d’orgoglio straordinaria. Grazie ad una comunità intera, il supporto dell’Amministrazione Comunale, dei Fondatori chiamati in coro dalla Sindaca Laura Castelleti, attraverso l’energia dell’ing. Enrico Zampedri è stato ricostruito da zero un progetto che rischiava di svanire nel nulla.
In sole ventiquattrore si è passati dallo sconforto all’azione, dimostrando che quando le radici sono salde e trasmettono valori autentici, nessuna tempesta può sradicarle.
La forza del pubblico: il ruggito degli “Irriducibili”
Se una società sportiva è il motore, i tifosi sono il carburante. Come ho anche detto in trasmissione, gli Irriducibili e tutto il pubblico bresciano sono stati fondamentali per l’avvio del progetto, e a loro va la nostra gratitudine: «Gli Irriducibili e tutti i tifosi sono un partner indispensabile per noi».
Sentire il calore della gente nei momenti di difficoltà è ciò che fa la differenza tra un semplice club e una famiglia. La risposta della piazza è stata immediata e tangibile: la campagna abbonamenti ha già superato quota 1.000 sottoscrizioni, un segnale forte e chiaro di come la città voglia stringersi attorno alla maglia della Leonessa.
«Ritrovato il fuoco che era spento»: lo sguardo rivolto al futuro
Respiriamo un’aria nuova, elettrizzante. Nonostante la discesa di categoria e le sfide che il campionato di Serie B1 presenterà, l’entusiasmo è palpabile. Abbiamo ritrovato un fuoco che forse prima si era spento, a prescindere dai risultati sportivi che, lo ribadisco, sono stati comunque un grande orgoglio per noi.
Questo nuovo gruppo nasce su basi solide: un mix sapiente tra giovani affamati e veterani di spessore, costruito nel rispetto dei valori dei soci e della città. Sotto la guida di un allenatore dal carattere forte e combattivo come coach Marco Calvani, la squadra sa che non basterà fare bene, ma servirà lottare su ogni pallone con grinta e senso di appartenenza.
La lezione imparata: guardare sempre avanti
La storia di questa estate ci lascia un insegnamento prezioso, che va oltre i confini del campo da basket. Ci insegna che le sfide più dure e difficili, le delusioni e le ferite non devono definire chi siamo, ma possono diventare la scintilla per ripartire con ancora più forza e consapevolezza.
Guardare sempre avanti, proteggere ciò che si ama e non smettere mai di credere nel potere della passione. Il fuoco è tornato a ardere, ed è pronto a illuminare la nuova avventura della Leonessa.







Giuseppe Capoferri
Tutta la mia stima. Forza Graziella. Ad maiora!