Prendersi il tempo di essere pazienti
“Non ci sono guerrieri più forti di questi due… il Tempo e la Pazienza” – Guerra e pace, Lev Tolstoj.
Qualche giorno fa ho incontrato questo passaggio e mi sono fermata a riflettere su due dimensioni che, a parer mio, sono poco considerate quando si parla di #imprenditoria (o, se lo sono, vengono liquidate in poche parole): il #tempo e la #pazienza. Su entrambe si sprecano le citazioni celebri di autori, un elenco lunghissimo di motti e battute su quanto il tempo sia tiranno o su come la pazienza sia la virtù più grande (di quest’ultima ringraziamo Catone il Vecchio, per esempio, e sulla stessa scia qualche secolo dopo si è mosso anche il buon Leopardi).
Ma in che modo queste dimensioni plasmano la vita di un’imprenditrice o di un imprenditore?
Il tempo è un alleato o un nemico? La pazienza è davvero una grande virtù e rientra tra le doti indispensabili di un’#imprenditrice e di un #imprenditore? Forse basterebbero pochi minuti per elencare tutte le motivazioni a favore del sì o del no in risposta a entrambi i quesiti; e sarebbero tutte valide e giuste.
Un mestiere (alcuni lo definirebbero la vocazione, se mi concedete un termine intenso) complesso come quello dell’imprenditore non poteva non venire intaccato dai grandi sconvolgimenti sociali ed economici che hanno sconvolto ogni attività umana nel corso degli ultimi decenni. Si parla di globalizzazione ormai da trent’anni e delle conseguenze ne facciamo esperienza ogni giorno, nel lavoro come nel tempo libero; diciamo pure che il mondo globale ci ha sbattuto in faccia tutte le criticità di economie molto diversificate le cui istanze e caratteristiche si scontrano e provocano un impatto enorme anche sulle attività più piccole. Chi penserebbe mai che una guerra o una decisione politica in un paese lontano possa avere effetto su una piccola azienda in Italia? E il tutto avviene in tempi talmente veloci che spesso non si riesce a reagire.
Sempre meno tempo… o no?
Il tempo è la risorsa della quale sembra sempre esserci penuria (per tutti): corriamo a destra e a sinistra con la paura di farci sfuggire qualcosa, spesso dimenticando che proprio il tempo è ciò che serve per costruire qualcosa che abbia basi solide e che duri. Il tempo non solo ci dà la misura della crescita e dell’evoluzione di un’impresa, ma anche di chi quell’impresa l’ha costruita e ci ha investito. Un imprenditore consapevole di quanto tempo serve a un’#impresa per crescere, di evolvere, è anche conscio che quel tempo serve a lui per imparare a gestirsi e a gestire i propri collaboratori quando sembra che il mondo viaggi a 1000 all’ora.
Ci sono compiti che richiedono un tempo determinato e fisso per essere svolti (pensiamo a un esame diagnostico o alla lavorazione di un prodotto tramite un macchinario) ma altri che l’imprenditore/imprenditrice deve essere in grado di velocizzare o rallentare a seconda delle necessità e delle condizioni che mutano.
La capacità di reagire con tempestività o aspettare il momento giusto per fare la propria mossa (che sia avviare una nuova attività imprenditoriale o rinunciare a un investimento, o assumere una nuova risorsa) è qualcosa non solo determinato “banalmente” dal quando questi eventi si verificano, ma anche dal come l’imprenditore o l’imprenditrice sono in grado di affrontarli quando si presentano. Secondo me avere pazienza risiede anche in questo: saper riconoscere l’andamento del tempo e l’evoluzione degli eventi che ci circondano. Ed è virtù saperlo fare perché implica “sopportare” un lavoro continuo su se stessi, avere autocontrollo e allenare la capacità di riconoscere quando agire e quando non farlo, quando parlare e quando tacere.
E lo sperimento ogni giorno lavorando in ambulatorio con i pazienti (paziente e pazienza condividono la stessa origine latina, quindi non solo la radice dell’aspettare ma anche del patire): avere pazienza con chi viene da te cercando risposte non è facile, soprattutto quando si parla di salute. Spesso si hanno di fronte persone preoccupate o semplicemente smarrite perché non sanno cosa sta succedendo; è in questi momenti che davanti al #paziente (che soffre) il professionista che ha pazienza deve esercitare tutta la sua tranquillità e autocontrollo, per saper comunicare in modo efficace e adeguato notizie anche spiacevoli, nel momento giusto.
Saper aspettare non è un difetto.
Aver compreso quanto sia importante sviluppare la propria pazienza e il senso del tempo credo sia tra le caratteristiche fondamentali sono solo di un’imprenditrice o un imprenditore, ma anche di chi per lavoro si occupa degli altri. Saper quando agire e saper aspettare, con pazienza, il momento giusto è fondamentale anche oggi dove tutto viaggia veloce, perché nonostante questo un’attività di solito non cresce all’improvviso e quindi saper aspettare (e nel frattempo formarsi per essere pronti quando i primi problemi o i primi risultati si presenteranno) è davvero una grandissima virtù. Imprenditori non lo si diventa grazie a una bacchetta magica (sarebbe bello, ma toglierebbe anche gran parte del divertimento!), ma proprio prendendo le misure del tempo e rendendo la pazienza la nostra migliore alleata.
È come si impiega il periodo che trascorre tra l’aver gettato un seme (leggi: avviato un’attività) e veder crescere la pianta che secondo me distinguono un’imprenditrice, o imprenditore, che punta a sviluppare al massimo la propria impresa: preparandosi a gestire i momenti di crisi che verranno e ad approfittare delle occasioni che nel frattempo avrà cercato. Allo stesso modo, avere pazienza nel rapporto con gli altri, che siano colleghi o pazienti, significa cogliere il momento giusto per comunicare una bella (o anche una brutta) notizia, esprimere il proprio parere o semplicemente tacere. Aspettando o, perché no, creando il tempo giusto.







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