La Giornata dell’Arte di Vivere bene: rallentare i ritmi e prendersi cura di sé grazie all’incontro
Lo scorso 10 maggio il Poliambulatorio Oberdan e la Fondazione B&B, della quale sono la fiera rappresentante e animatrice insieme a Matteo hanno organizzato L’arte di vivere bene: Esperienze tra corpo, emozioni e cultura interamente dedicata al benessere negli splendidi locali del Museo Diocesano di Brescia. Un’intera giornata densa di attività, esperienze e incontri che hanno promosso la salute, il benessere e le emozioni.
Dalle 9:30 del mattino fino a pomeriggio inoltrato si sono susseguiti appuntamenti aperti a tutti e a ingressi libero e gratuito, durante i quali i partecipanti hanno potuto esprimersi, informarsi e rigenerarsi con l’apporto di professionisti di vari settori, dalla medicina alla psicologia all’arte.
Io, insieme al Poliambulatorio Oberdan, ho fortemente voluto questa giornata non solo per favorire l’incontro ma per promuovere l’importantissimo valore del prendersi cura di tutte le dimensioni del sé, dalla salute fisica a quella psicologica e culturale.
Nutrire i 5 sensi e l’anima
Le 80 e più persone che hanno partecipato hanno contribuito con la loro presenza ad animare tutta la giornata con le loro esperienze e la loro sensibilità. Le sale e il giardino del Museo Diocesano hanno accolto così tutti i racconti e le esperienze dei partecipanti, legate dall’anima dell’arte: i laboratori sono stati lo spazio dell’espressione delle emozioni e degli stati d’animo, liberando l’energia che troppo spesso viene soffocata dagli impegni della vita quotidiana e dalle preoccupazioni.
Arteterapia e fototerapia sono soltanto due degli approcci che i partecipanti hanno potuto sperimentare scoprendo le tante forme che l’arte può assumere per aiutarci ad esprimere noi stessi e le nostre emozioni; sono “esperimenti” che ognuno di noi può fare per scoprire uno sbocco ad una creatività che non si crede di avere, ma che basta solleticare un po’ per vederla fiorire.
Altre esperienze proposte sono stata la preparazione di tisane con l’erborista Marco Romanelli e la riscoperta dell’importanza del senso dell’olfatto con il dott. Adnan Adbaya.
L’esperienza dei professionisti
Ai laboratori si sono aggiunti gli interventi dei professionisti che hanno messo a disposizione le proprie competenze ed esperienze per fornire una lettura multidimensionale dei concetti di benessere e cura di sé.
Su questo flusso si è collocato anche l’intervento degli psicologici clinici Serena Miglio e Federico Maffezzoni i quali, insieme alla responsabile didattica del Museo Diocesano dott.ssa Annamaria Lombardi, hanno illustrato come l’espressione del nostro io creativo sia la chiave per aprirsi agli altri e al mondo, creando connessioni autentiche e profonde.
Tra gli interventi vanno inoltre ricordati quelli della dott.ssa Chiara D’Adda, nutrizionista, che ha parlato del cibo non soltanto come nutrimento ma anche come strumento per comunicare vicinanza e cura, e delle dottoresse Antonella Bertolotti e Santina Bianchini sulla rilevanza dei gesti nelle relazioni.
Sono stata felicissima e orgogliosa della riuscita di questa giornata, non soltanto per l’impegno profuso, ma soprattutto per la sentita partecipazione di chi ha voluto dedicare una giornata interamente a riscoprire una dimensione più intima del proprio sé; la cura della propria salute deve andare mano nella mano con quella dello spirito, che sia attraverso l’arte, la musica, lo sport o l’immersione della natura.
Tutte le emozioni emerse durante i laboratori e tutte le esperienze condivise anche dai professionisti che hanno tenuto le conferenze non hanno fatto che mettere in luce quanto la connessione tra le persone sia anch’essa un ingrediente fondamentale della cura.
Abbiamo tenuto a creare questo spazio di unione, di condivisione (un tema che, come sapete, ricorre spesso nei miei interventi e che cerco di promuovere il più possibile) perché sia come fondazione che come professionisti crediamo profondamente nel potere della messa in comune delle esperienze, nella creazione di momenti in cui ciò che emerge è la forza della comunità data dalla somma delle nostre individualità.
Ascoltare, mettersi in gioco, fare quel passo in più verso gli altri sono tutti gesti che non solo producono effetti positivi su di noi, in termini di salute psico-fisica, ma che creano una comunità sana intorno a noi.
Per questo ringrazio il Museo Diocesano, che ci ha messo a disposizione la sua superba ambientazione, e tutti coloro che hanno partecipato; con l’augurio e la speranza che queste occasioni si propaghino come semi di una pianta fruttuosa.
Incontri che continuo a frequentare, come quello in cui ho potuto portare la mia testimonianza organizzato dall’Ordine dei Medici con il tema “Genere e Sport: tra differenze e parità”, tenutosi a Brescia lo stesso 10 maggio.
Ma l’Arte di Vivere bene ha iniziato il suo viaggio, vi unite a noi?
































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