Un atto d’Amore
Non è stato semplice.
Non lo è mai quando devi lasciare andare qualcosa che hai creato con dedizione assoluta, giorno dopo giorno, per oltre vent’anni. Due realtà nate da un’intuizione, cresciute grazie a un lavoro instancabile, sempre protette e accompagnate in ogni passaggio, come si fa con ciò in cui si crede profondamente.
Le abbiamo viste muovere i primi passi, consolidarsi, trovare una propria identità. Le abbiamo sostenute quando serviva coraggio e guidate quando serviva visione; nel tempo, sono diventate molto più di semplici aziende: sono state un pezzo di storia, di vita, di responsabilità e di orgoglio.
Non è stato semplice nemmeno accettare che, a un certo punto, amare davvero ciò che hai costruito significhi anche saperlo lasciare andare. Comprendere che, per continuare a crescere ed esprimere fino in fondo il loro potenziale, avevano bisogno di spazi più ampi.
La scelta è nata da un profondo senso di responsabilità. Perché quando l’obiettivo è continuare a fare medicina e cura d’eccellenza, non basta preservare ciò che esiste: bisogna avere il coraggio di immaginare di più. Ampliare gli orizzonti, superare i confini, raggiungere un mercato più vasto non è stato un atto di distacco, ma un atto di fiducia nel futuro.
Affidarle a un gruppo di dimensioni importanti, sostenuto da nuove energie in grado di accelerarne la crescita, significa offrire loro strumenti, solidità e velocità per affrontare le sfide di domani. Significa metterle nella condizione di diventare ciò che, forse, erano destinate a essere fin dall’inizio.
Non è stato semplice neppure accettare che quel figlio che hai cresciuto per venti anni, cui hai dato “i migliori anni della tua vita e di quella del tuo partner”, per il quale hai sacrificato tanto e che ti ha restituito tanto, grazie al quale hai ricevuto, ma anche pagato molto — in termini emotivi e lavorativi— potesse crescere meglio e più velocemente lontano da casa.
Ma l’abbiamo fatto con un unico desiderio: che crescesse oltre le nostre possibilità, oltre le nostre aspettative, oltre le nostre capacità. È per questo che abbiamo compreso, riconosciuto e accettato che l’opportunità di entrare in un circuito cosi importante fosse la scelta giusta.
Un gesto di responsabilità verso entrambe le Aziende, verso i dipendenti e i clienti che ci hanno scelto e continuano a sceglierci per ciò che siamo e per ciò che rappresentiamo.
Il mondo che abbiamo costruito, a volte nostro malgrado, richiede alle imprese di essere sempre più agili, flessibili e capaci di adattarsi rapidamente ai cambiamenti. In un ambiente caratterizzato dall’instabilità, le aziende devono costantemente innovare, reinventarsi e trovare nuove opportunità per rimanere competitive.
Per un imprenditore, per quanto talentuoso e dedito al proprio lavoro, accettare che la propria azienda cambi di mano per esprimere il suo pieno potenziale e crescere oltre le proprie capacità e competenze è anche un vero e proprio dolore, che trova pace solo se si rimane vigili custodi dello spirito che ha creato.
Ed è ciò che faremo, così come è il ruolo che ci è stato chiesto: rimanere a vigilare sul percorso di questo figlio che lascia casa, con le sue certezze e comodità, e decide di trasferirsi in una realtà completamente diversa per crescere.
Crescerà lui, certamente, e contribuirà alla crescita di chi incontrerà, perché chi lo ha creato resterà a vigilare, anche con compiti diretti e operativi, affinché lo spirito e i valori non vengano traditi e affinché umanità e professionalità non avvizziscano.
Per questo, Matteo e io abbiamo accettato di lasciare andare Poliambulatorio Oberdan e X-Ray Service: due figli che abbiamo pensato, fatto nascere, cresciuto e portato al massimo concentrandoci sull’eccellenza della cura e sulla gestione umana del paziente. Due figli che ora, in un contesto più esteso, ramificato e vasto, potranno rappresentare il “Gold Standard” non solo della cura, ma anche dell’Ozono Terapia diventando un termine di paragone e di ispirazione per tutte le altre strutture del Gruppo che le ha fortemente volute e così tanto desiderate da accoglierle con reverenza e ammirazione.
Il nostro ruolo però non termina con il passaggio di mano: continueremo a gestire le due realtà garantendo a tutti, dipendenti e pazienti, che lo spirito con cui vengono trattati ogni giorno non cambi né si corrompa, ma anzi continui a essere fonte di ispirazione e fattore trainante di una crescita che immaginiamo, nel breve e nel medio periodo, ancora più rosea di quella che ci ha permesso di affermarci già da tempo, come Centro di Eccellenza.
E lo faremo con attenzione, dedizione e con la stessa passione con cui abbiamo scelto che la lunga serie di successi e di soddisfazioni che questi due figli ci hanno dato, non resti un patrimonio solo nostro, ma diventi potenzialmente di ogni paziente.
Resta l’emozione di chi saluta una parte di sé, ma anche la serenità di sapere di aver fatto la scelta giusta.
Per i pazienti.
Per le persone che ci lavorano.
Per il futuro che ora possono costruire con ancora più forza.







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