Dieci anni di cuore e serie A

Dieci anni di cuore e Serie A

Verso Torino con l’orgoglio di chi non smette di sognare

Mentre l’autostrada si stende di fronte a me, i motori si scaldano e il profumo del grande basket inizia a riempire l’aria, sento un’emozione che quest’anno ha un sapore diverso. Non è solo la solita trepidazione che accompagna ogni vigilia di una grande competizione; è qualcosa di più profondo, un senso di responsabilità e di orgoglio che vibra in ogni angolo della nostra sede, del nostro palazzetto, dei corridoi, fino in fondo al cuore. Ci apprestiamo a varcare la soglia dell’Inalpi Arena di Torino, quello che considero il palazzetto più bello d’Italia, per vivere l’ottava Final Eight di Coppa Italia della nostra storia recente.

Esserci ancora una volta, per la quinta volta consecutiva, non deve essere considerato un’abitudine o un fatto scontato. È, invece, la conferma straordinaria di un percorso fatto di programmazione e solidità. Ma quest’anno, il numero che campeggia nei nostri pensieri è un altro: il “Dieci”.

Un traguardo che è identità: le nostre dieci stagioni in Serie A

Celebriamo con questa partecipazione un traguardo immenso: le nostre dieci stagioni consecutive nella massima serie. Un numero particolare per Brescia che, proprio nelle famose 10 giornate del 1849, fece sentire il proprio grido di libertà contro l’occupazione.

Quando guardo indietro a questo decennio, vedo una società che si è costruita credibilità e rispetto nel panorama nazionale passo dopo passo. Per me, l’orgoglio non è un concetto puramente tecnico o sportivo; è un fatto identitario. Rappresentare Brescia in Serie A per dieci anni di fila significa aver dato voce a un’intera provincia, aver portato i nostri colori nelle piazze più prestigiose d’Italia con la testa alta e il cuore oltre l’ostacolo.

Per onorare questa ricorrenza speciale, abbiamo voluto che le nostre divise per la Coppa Italia parlassero di noi, della nostra storia e della nostra terra. La maglia azzurra richiama la tradizione e il legame con la città, mentre quella grigia — il colore della “Brescia operaia” — è un omaggio a chi lavora ogni giorno con fatica e dedizione. È lo spirito con cui la Germani scende in campo: testa bassa, niente alibi, solo tanto orgoglio e carattere. Sulle nostre maglie, i dettagli tricolori e il richiamo alle “Dieci Giornate” di Brescia non sono solo decorazioni, ma simboli di una identità e di una voglia di eccellere che ci appartengono nel profondo.

La responsabilità di rappresentare una città

Sentiamo forte la responsabilità di essere l’espressione sportiva di un territorio d’eccellenza. Vedere il nostro nuovo bus viaggiare verso Torino, decorato con le immagini simbolo di Brescia — dalla Loggia alla Vittoria Alata, dal Duomo vecchio a quello nuovo — è un segnale bellissimo di quanto questa squadra sia diventata un pezzo della nostra comunità. Non andiamo a Torino solo per giocare una partita di basket; andiamo per rappresentare un movimento intero, portando con noi anche i ragazzi del nostro settore giovanile, perché il futuro si costruisce vivendo queste atmosfere magiche.

La sfida contro Udine sarà complessa, come ogni esordio in una “bolla” imprevedibile come la Coppa Italia. Coach Matteo Cotelli sta trasmettendo al gruppo la giusta carica, trasformando l’amarezza per le recenti fatiche in fame agonistica. Sappiamo che la Coppa premia chi regge meglio la pressione e chi ha più voglia di stupire. Il ricordo del trionfo del 2023 è ancora fresco nei nostri cuori: allora arrivammo da “ultimi invitati” e tornammo con il trofeo. Oggi, riprovarci non è solo una possibilità, sentiamo che è quasi un dovere verso la nostra storia.

Un viaggio reso possibile da persone straordinarie

Non saremmo qui, a giocarci l’ottava Final Eight in dieci anni, se non ci fosse stata una visione condivisa e un lavoro instancabile dietro le quinte. Nulla di tutto questo è scontato. Riuscire a mantenere un nucleo solido di sponsor, partner, giocatori e staff per così tanto tempo è una sfida quotidiana in un mondo sportivo fatto spesso di meteore. Noi, invece, abbiamo consolidato numeri importanti e ampliato costantemente la nostra rete di sostenitori.

Voglio quindi rivolgere un ringraziamento sincero e anticipato a tutto il team, a ogni singolo collaboratore, ai partner e a tutte le persone che, anno dopo anno, hanno messo il proprio mattoncino per rendere possibile questo splendido traguardo delle dieci stagioni in Serie A. La vostra passione è il motore che ci permette di competere ai massimi livelli.

Infine, un ringraziamento speciale e profondo va a Mauro Ferrari.

Mauro ha scelto di assumersi l’onere e l’onore di continuare questo viaggio meraviglioso, investendo non solo risorse, ma anima e cuore per portare la Pallacanestro Brescia a livelli così alti. Il suo progetto è il fondamento su cui poggia la nostra ambizione di oggi e di domani.

A Torino scenderemo in campo con questa energia: consapevoli del passato, concentrati sul presente e desiderosi di scrivere un’altra pagina indimenticabile della nostra storia.

Forza Germani, forza Brescia!

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