Ai giovani laureati: formatevi per costruire una vita equilibrata

Ai giovani laureati: formatevi per costruire una vita equilibrata

Lo scorso 19 maggio ho avuto il grande onore di essere invitata dalla dott.ssa Virna Vischioni, assessora all’istruzione del Comune di Nave, del quale sono consigliera, a presenziare alla consegna dei premi di laurea per l’anno 2022. Un’occasione importante non solo per i ragazzi e le ragazze premiate, che hanno visto riconosciuto in questo modo il proprio impegno e lavoro accademico, ma anche per me stessa, perché ho potuto raccontare la mia crescita professionale come imprenditrice in un’atmosfera di festa e condivisione.

Sono sempre grata di poter raccontare il mio percorso, ma farlo di fronte a chi, da quel percorso, può trarre ispirazione, idee e anche domande è un evento preziosissimo.

Ogni volta che ho l’opportunità di parlare della mia esperienza lo faccio con grande entusiasmo e, non lo nascondo, con grande emozione perché ciò che faccio come professionista e imprenditrice, così come la strada che ho percorso per arrivarci, contribuiscono in modo sostanziale a definirmi come persona. Certo, il lavoro non è tutto, ma occupa gran parte della vita e mai come oggi ci stiamo rendendo conto di quanto sia importante svolgere un lavoro che non sia solo un mezzo per realizzarsi, ma una dimensione che si integri con tutte le altre che danno forma alla nostra esistenza.

Non siamo il nostro lavoro, ma è vero che il lavoro che svolgiamo è definito da chi siamo.

Istruzione, formazione, curiosità. La dose? Abbondate pure, non fanno male!

Da professionista e imprenditrice che ha percorso un tracciato alquanto eccentrico nella sua vita e che oggi è coinvolta in tantissimi progetti di natura diversa, ognuno dei quali mi arricchisce ogni giorno di più, considero la formazione la base imprescindibile per qualsiasi lavoro si voglia fare (e per il tipo di persona che si vuole diventare).

Ho sempre creduto e sostenuto che studiare fosse fondamentale per conquistare le competenze e le conoscenze necessarie per affrontare il mondo del lavoro con sicurezza e determinazione: il percorso di studi mi ha insegnato a pensare in modo critico, a lavorare in squadra, ad osservare con attenzione i dettagli per non fermarmi alla risposta più ovvia, a risolvere problemi e a comunicare con efficienza ed efficacia.

Ma la formazione non finisce con gli studi intrapresi. Tutte le abilità e le conoscenze che si acquisiscono durante l’università e il proprio percorso formativo vanno coltivate e sviluppate ogni giorno perché non plasmano soltanto la propria carriera e il genere di professionista che si diventa, ma ci rendono anche cittadini in grado di interagire in modo efficace con gli altri nella società.

In questo, la formazione rappresenta un fattore chiave per accedere al mercato del lavoro e per sviluppare le proprie competenze professionali. Tuttavia, non basta avere una laurea o un diploma per garantirsi una carriera di successo: è cruciale scegliere un percorso che rispetti e sia in linea con le proprie inclinazioni e aspirazioni e provare curiosità per i cambiamenti che di continuo avvengono intorno a noi. In sostanza, crearsi una via per esprimere al meglio il proprio potenziale e realizzare i propri sogni. E mai, mai considerare il proprio percorso come un binario ineluttabile senza possibilità di scarto.

Se così fosse, io non avrei potuto in alcun modo passare da tecnico radiologo a presidente di una squadra di pallacanestro!

Cambiare rotta è un’opportunità

Il mondo in cui viviamo si rivoluziona ogni giorno e richiede una continua adattabilità e aggiornamento. E può porci davanti delle sfide anche lontanissime dalle nostre competenze e capacità. Per questo motivo, sostengo con forza che sia importante non smettere mai di imparare, dai successi come dagli errori fatti nel nostro percorso.

La mia carriera (come quella di tanti, forse tutti) ha visto moltissime sfide: ne ho vinte tante e ne ho perse abbastanza, ma ciascuna di queste esperienze è stata un’opportunità di crescita personale e professionale, che ho accettato con passione e con la voglia di ascoltare e riflettere sulle mie azioni e a migliorare le strategie.

Se dovessi dare un consiglio ai giovani laureati, ma in generale a tutti coloro che stanno per intraprendere un nuovo percorso, sarebbe quello di cercare sempre di trarre una lezione da ogni situazione e di applicarla alle future decisioni.

Non è un’attitudine priva di fatica, ma la si matura costruendo un percorso modellandolo sulle nostre aspirazioni e passioni e progettando una vita privata che sia altrettanto soddisfacente. Perché il percorso lavorativo (e quello di vita) non sarà quasi mai lineare, anzi. E spesso la sola passione, per quanto fondamentale, non basterà: e qui entra in gioco un altro aspetto che ritengo cruciale, ossia saper trovare l’equilibrio tra la propria vocazione e la propria professione e imparare a gestire il tempo e lo spazio dedicati a entrambi.

Lavoro e quotidianità: manteniamoli in salute

Non si tratta solo di una questione tranquillità personale, ma anche di efficacia lavorativa: infatti, chi svolge un lavoro che ama tende ad essere più motivato, creativo e produttivo, ma è anche vero che chi investe nella costruzione di una vita felice e in equilibrio con sé stesso e con gli altri rischia meno di cadere nella frustrazione, nella noia e nello stress, con conseguenze negative sia sul piano professionale che su quello personale.

Saper coniugare il lavoro con la vita privata, cercando di trovare un giusto equilibrio tra le esigenze professionali e quelle personali, dovrebbe essere fra i primi obiettivi di ciascuno di noi. Quando il lavoro è però anche la propria passione, questo equilibrio rischia di essere precario: quindi tra le competenze da apprendere c’è anche quella di saper gestire il proprio tempo e le proprie energie in modo efficace ed efficiente, evitando di cadere nel sovraccarico di lavoro o nel procrastinare le attività importanti.

Ed evitare di farsi risucchiare dalle proprie passioni: sembra una contraddizione con quanto detto finora, ma quando tutte le attività che si svolgono vengono fatte con passione c’è il rischio di venirne fagocitati. Invece è importante prendersi anche il tempo per fermare i motori e ricaricarsi.

Anche per un’imprenditrice: ho bisogno io stessa di momenti di pausa e di concentrazione, in cui il lavoro viene spostato di lato per fare spazio ad altro. Questo non vuol dire non impegnarsi, significa esercitare la capacità di equilibrio: riflettere sulle proprie scelte e sulle proprie priorità non solo ci rende dei professionisti migliori, ma soprattutto delle persone più centrate.

Siamo noi al timone: non rinunciamo mai al nostro lavoro, ma non facciamoci schiacciare dalla sua forza. Non perdiamo mai di vista gli obiettivi, ma non dimentichiamoci di goderci il viaggio.

E questo lo si può fare, secondo me, solo se c’è la volontà di continuare a imparare e a migliorarsi, anche quando le cose non vanno come previsto; e di mettere in discussione le proprie posizioni, quando è necessario. Solo così si metter davvero a frutto la propria formazione e si diventa professionisti capaci e persone in grado di contribuire alla comunità.

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