Quanto sentite di avere la libertà di scegliere?
La libertà è la possibilità di dubitare, la possibilità di sbagliare, la possibilità di cercare, di esperimentare, di dire no a una qualsiasi autorità, letteraria artistica filosofica religiosa sociale, e anche politica.
Ignazio Silone
Lo so, lo so, l’idea stessa di libertà è piuttosto complicata da definire: parafrasando Sant’Agostino, la libertà è uno di quei concetti che se non devono essere spiegati, tutti noi sappiamo benissimo cosa vogliono dire, ma se si prova a dare una definizione ecco che ci troviamo in difficoltà.
Se dovessi dare una forma, o un colore, alla libertà forse userei l’immagine del caleidoscopio: se ci si guarda bene dentro si trovano tantissime dimensioni diverse: l’autonomia, la possibilità di esprimersi, di sentirsi al sicuro, di scegliere su quale sentiero indirizzare la propria vita.
Lungi da me però fare lunghe divagazioni filosofiche su quale sia la natura della libertà: primo, perché non voglio annoiarvi; secondo, perché la riflessione di questa settimana prende spunto dalla condizione di libertà ma si concentra su un aspetto che, come avrete ben capito se vi è capitato di leggere qualcuno dei miei articoli, mi sta molto a cuore: la possibilità di scelta e come questa si declina nel lavoro e nell’imprenditoria, soprattutto femminile.
La libertà di scegliere delle donne: un percorso ancora tortuoso
Per quanto tempo non è stato possibile per le donne scegliere per sé stesse (e in quante parti del mondo questo non è ancora possibile? Tante, troppe)? Quante volte hanno dovuto schiacciare i propri desideri e le proprie aspirazioni personali e professionali sotto il pesante coperchio di una società che le relegava a due ruoli e basta, o che al massimo consentiva loro di svolgere qualche attività soltanto perché non era possibile altrimenti?
La richiesta di libertà di scegliere dove indirizzare la propria vita è stata una dei cardini dei movimenti che si sono battuti per i diritti delle donne (e non solo di esse, ma delle minoranze e di tanti gruppi discriminati) perché senza la consapevolezza di poter operare una scelta sul proprio presente sul proprio futuro è impossibile fare qualsiasi mossa. Poter scegliere di studiare, cosa studiare e quale professione intraprendere è il requisito fondamentale per realizzare completamente se stessi e, in senso più ampio, per dare il proprio contributo alla società nella quale si vive.
Di fatto, la libertà di scegliere è legata a doppio filo anche ad un’altra importantissima dimensione: la libertà di lavorare.
Personalmente, se non avessi potuto scegliere il mio percorso (e in questo comprendo anche le scelte sbagliate, perché anche quelle sono una manifestazione di libertà… il detto recita che non sbaglia è chi non fa nulla) non solo non sarei la persona e la donna che desideravo essere, ma non sarei nemmeno un soggetto attivo nella mia comunità: senza libertà di scegliere si diventa invisibili. E il rischio dell’invisibilità per le donne è ancora altissimo.
Una ghinea per liberarle tutte
E se rifletto su questo rischio e su quanto è stato fatto per la libertà delle donne in materia di studio e lavoro non posso evitare di citare una delle stelle polari della riflessione su questo tema: ne Le tre ghinee (1938), Virginia Woolf si esprime così:
[…] il diritto al voto, […] si accompagnò misteriosamente a un altro diritto di così enorme valore per le figlie degli uomini colti da modificare il senso di quasi tutte le parole del vocabolario, compresa la parola “influenza”.
Ella si riferisce alla necessità per le donne di ottenere il diritto di poter accedere alle libere professioni, cosa che in Italia è stata molto limitata fino alla metà del 1900. Quante avvocate, magistrate, chirurghe ci siamo perse per strada per la mancanza di libertà di scegliere il proprio percorso professionale. E spesso mi chiedo: se fossi vissuta in un altro momento storico e non avessi avuto accesso all’istruzione proprio per la mancanza di libertà di sceglierlo un percorso, che persona, che cittadina sarei stata?
Sicuramente non averi avuto la possibilità di realizzarmi come persona, ma ancora di più non avrei potuto contribuire in maniera piena alla vita sociale della mia comunità: se non avessi fatto il lavoro che mi appassiona e non avessi avuto la libertà di scegliere di diventare un’imprenditrice, non avrei potuto nemmeno creare quelle realtà che sono diventate dei poli di crescita e maturazione anche per tante altre persone.
Se si nega la libertà a una donna, ma di certo anche a un uomo, di scegliere il proprio ruolo nel mondo, si danneggia la totalità delle persone che in questo mondo vivono. Di contro, se si spinge affinché questa libertà sia garantita a tutti, ognuno di noi non sarà solo padrone della propria vita, ma motore di una società più sana.
Libertà è anche sbagliare strada
Spesso diamo per scontato che in questa età moderna, e nel nostro paese, si abbiano tutte le possibilità e le libertà di accedere alla scuola e al lavoro; e valutiamo con poca attenzione la ricaduta che, come dicevo, le nostre scelte libere hanno sulla nostra società tutta. E spesso sottovalutiamo il fatto che in questo mondo, e soprattutto in un momento storico dalle caratteristiche così peculiari, è possibile contemplare anche la libertà di sbagliare percorso e di correggere la propria rotta se a un certo punto della vita ci si rende conto che il lavoro che svolgiamo non fa più per noi.
Questa è forse una delle libertà più preziose, parlando di lavoro, che si possano avere: una volta intrapreso un sentiero, se si è davvero liberi e se si ha la consapevolezza che si esercita un diritto fondamentale, cambiare la propria carriera non viene vissuto come una sconfitta.
È un mantra che tengo sempre a mente: libertà per me è stata decidere cosa fare e anche cosa non fare; prendermi la responsabilità di scelte e anche di non scelte. Se un giorno non sarò più soddisfatta di quello che faccio, essere libera di cambiare, di scegliere un’altra strada, mi farà vivere il nuovo percorso con la consapevolezza di esercitare un diritto prezioso e fondamentale; che spero sia sempre più garantito a tutte e tutti in questo mondo.







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