Un patrimonio di salute: l'importanza di costruirlo insieme

Un patrimonio di salute: l’importanza di costruirlo insieme

Cos’è la salute? Cosa significa condurre una vita in salute?

La risposta non è così scontata come si potrebbe pensare: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)

La salute è uno stato dinamico di completo benessere fisico, mentale, sociale e spirituale, non mera assenza di malattia.

È quindi un sistema complesso, determinato da molti fattori, nel quale l’assenza di una patologia, sia essa acuta o cronica, non è condizione sufficiente per definire una “buona salute”. E va notato come si sia messo l’accento non solo sulla condizione fisica, ma anche su quella psicologica e sull’ambiente che ci circonda; perché se anche solo uno di questi fattori viene scompensato, ne risente la nostra salute e, su un piano molto allargato, anche la collettività.

Condurre una vita in salute significa sì mettere in atto tutta una serie di comportamenti atti a preservare il nostro fisico e la nostra situazione psicologica, ma pure allargare il nostro sguardo alla comunità nella quale siamo inseriti: se mi concedete una metafora gastronomica, la salute è un piatto che necessita di molti ingredienti di qualità per risultare buono.

E nel nostro caso, gli ingredienti si chiamano alimentazione, attività fisica, attenzione ai segnali del nostro corpo e prevenzione.

E nell’amalgamare questi ingredienti, anche noi operatori del campo sanitario possiamo fare molto per assistere i nostri pazienti e le persone che a noi si rivolgono per un consulto o un problema da risolvere.

Le basi di un corpo in salute

La storia della salute e di come l’uomo ha cercato di occuparsi del proprio corpo è lunga e non priva di ostacoli: partendo da teorie e pratiche che al giorno d’oggi ci sembrerebbero quantomai strampalate, fino alle più moderne tecnologie, mantenere il corpo umano sano e guarire dalle malattie sono stati obiettivi di tutte le civiltà.

Nel corso dei secoli sono fioriti manuali, studi e raccomandazioni su come prendersi cura della propria salute e oggi possiamo avvalerci di strumenti e conoscenze che rendono sempre più efficace l’intervento in caso di malattia. Ma, appunto, questo è intervenire quando qualcosa è già successo…

Non lo ripeterò mai abbastanza: la prevenzione è l’ingrediente speciale della nostra ricetta per la salute. E si comincia già da giovani a lavorare per costruire il proprio patrimonio di salute, che ci potrà accompagnare nel corso della nostra vita è ci aiuterà a limitare il più possibile l’insorgere di diverse tra le malattie che tanto flagellano la nostra realtà. Ovvio che non tutto è prevenibile; ma educare ed educarsi ad ascoltare il proprio corpo e i segnali che ci manda permette di acquisire la consapevolezza di come funziona questa macchina meravigliosa e di come prendersene cura. E come possiamo farlo?

Non con formule magiche, ma proprio con quei tre ingredienti che sono il cuore dell’approccio preventivo che proprio l’OMS promuove da anni:

  • Una corretta alimentazione, varia e il più possibile aderente alla dieta mediterranea
  • Attività fisica regolare e moderata, bilanciata con le proprie possibilità
  • Evitare alcol e fumo

Il sistema salute: promuoverlo tutti, per tutti

Ma quindi basta così poco?

Beh, partiamo dal presupposto che nessuna azione è “poco”, perché la salute funziona in modo complesso e se noi possiamo fare molto in prima persona per tenerla in equilibro, è anche necessaria l’azione combinata dei professionisti ai quali ci rivolgiamo e del sistema sanitario.

Prendendoci cura della nostra salute in prima persona ed educando le nuove generazioni ad una corretta alimentazione e all’importanza di una vita attiva, possiamo davvero incidere in modo profondo sull’insorgere di patologie cardiovascolari, muscolo-scheletriche, e ridurre i fattori di rischio che ci espongono a tante altre condizioni peggiorative per la nostra salute. E sono effetti, questi, che hanno un’onda lunga sulla nostra vita e sulle future generazioni: trattando la nostra salute come il bene prezioso che è fin da piccoli, cresceremo consapevoli di noi stessi e saremo in grado di trasmettere questo messaggio agli altri, in un domino positivo che porterebbe benefici a cascata sull’intero sistema.

Tutti quindi possiamo farci interpreti delle due strategie, che l’OMS ha individuato e dettagliato in relativi documenti, per migliorare la qualità della salute nel mondo: la promozione della salute e la strategia della salute per tutti.

La nostra salute è preziosa non solo perché è nostra (credo che nessuno sia particolarmente interessato a stare male e veder peggiorare la propria qualità della vita), ma anche perché è un bene per la collettività: l’articolo 32 della nostra Costituzione proclama che la salute è tutelata come diritto fondamentale dell’individuo e come interesse della collettività.

Ed è qui che, per chiudere, vorrei fare una sottolineatura. Il patrimonio di salute personale è solo un piccolo pezzo di un patrimonio più grande, che è quello collettivo. Non ci soffermiamo spesso a riflettere quanto i nostri comportamenti ricadano sul sistema, ma se tutti ci prendiamo cura della nostra salute, indirettamente lo facciamo anche con quella degli altri. Limitando quelle azioni che, in primis, danneggiano noi possiamo aiutare il nostro sistema sanitario a funzionare meglio: pensate quale impatto, in termini di tempi e costi, potrebbe avere la riduzione delle patologie cardiovascolari se tutti riuscissimo ad operare quel cambio di mentalità verso una vita più in salute?

Che dite, iniziamo?

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