Il premio “Donna Territorio e Cultura” 2024: riconoscimento alla forza femminile
Ho avuto già il piacere di essere ospite delle pagine di L’Astrolabio online, pagina della Swanbook Associazione Culturale e Ricreativa di Desenzano del Garda e anche se alcune cose, ovviamente, sono cambiate da allora, ciò che è rimasto al centro della nostra chiacchierata è stato il mio ruolo di presidente della Germani Pallacanestro Brescia.
E posso dire che questo ruolo continua a pormi di fronte tantissime nuove sfide emozionanti, anche altrettante soddisfazioni. Come essere tra le candidate al premio “Donna Territorio e Cultura 2024” promosso proprio dall’associazione Swanbook che all’interno dell’evento “Primavera è Donna” non solo assegna il premio letterario che porta lo stesso nome, ma consegna anche i premi “Donna Territorio e Cultura” a donne che si sono distinte in attività imprenditoriali e artistiche e che così facendo danno maggiore risalto al territorio bresciano e gardesano.
Il premio ha subito qualche cambiamento quest’anno, perciò riserverà qualche sorpresa per il 2024, ma non voglio anticipare troppo in questo senso e lascio a tutti gli interessati la possibilità di approfondire direttamente sul sito dell’associazione.
Ora veniamo a noi: perché vi parlo di questo premio?
Perché avrò il grande piacere di essere premiata insieme ad altre donne di assoluto valore che con il loro impegno quotidiano nell’imprenditoria, nell’arte, nel turismo lavorano per valorizzare il tessuto sociale, economico e culturale del bresciano e gardesano.
Ricevere un premio fa sempre piacere, inutile negarlo, ma questi in particolare, che pongono l’accento sul contributo femminile alla nostra economia e cultura sono ancora particolarmente importanti perché ci ricordano quanto pesa il contributo delle donne e quanto ancora è il margine di miglioramento del coinvolgimento femminile nella vita del proprio territorio e dell’intero paese.
Io ho la fortuna di farlo in un’attività che amo e che benché sia faticosa e molto impegnativa, mi permette di godere di momenti di grande gioia e soddisfazione.
Essere bresciana mi ha permesso di capire a fondo l’ambiente in cui svolgo la mia attività imprenditoriale ed è certamente una marcia in più, essere parte del tessuto produttivo del proprio territorio non è sufficiente per promuoverlo e valorizzarlo al meglio: a ciò deve accompagnarsi una profonda consapevolezza delle difficoltà che quel territorio presenta e di come la nostra attività può impattare su di esse.
È un lavoro costante di equilibrio tra ciò che si fa e l’effetto che si ottiene, riparametrando di volta in volta l’energia e le risorse: vedi ciò che il territorio ti restituisce e correggi il tiro ogni volta, analizzando il tuo lavoro in profondità. Essere imprenditrice è una grande responsabilità, anche se spesso si sottovaluta questo aspetto; fare impresa significa investire in una comunità risorse economiche e umane, in primis le proprie, e si deve avere contezza di cosa genera la propria impresa: solo in questo modo si è davvero parte integrante della propria realtà e se ne capisce l’effetto.
In questo, essere presidente della Pallacanestro Brescia è stata una palestra fondamentale: il mondo dello sport rappresenta un esempio concreto di come rivitalizzare una comunità grazie all’affetto per una squadra, alla passione e alla condivisione che genera e a tutto l’indotto che porta anche in termini meramente economici.
Una squadra è il simbolo di una gioia condivisa, dei momenti passati insieme ai propri compagni al palazzetto e anche della storia di una città, di un territorio, che attraverso essa si esprime.
Quando sono arrivata alla squadra ho capito che la sfida era impegnativa perché tanto vi era in gioco: la tradizione cittadina, la volontà di riprendersi il proprio posto, il voler riconquistare i tifosi. Per me, da donna, anche dimostrare che ciò che importa nella guida di una squadra sono le tue capacità, la tua sensibilità e il volersi mettere in gioco insieme agli altri.
Lo sport mi ha donato questa grande possibilità, pur non in un percorso tutto in discesa: ci sono stati, e ci sono tutt’ora, i momenti difficili in cui si dubita delle proprie risorse. E, diciamolo pure, noi donne siamo specialiste nel dubitare di noi stesse e facciamo difficoltà nel vederci riconosciuti i nostri meriti; ma un mondo ancora molto maschile come quello della pallacanestro ti insegna a farti coraggio e a capire che, se anche si sbaglia, e importante buttarsi.
In questo modo si fanno scelte coraggiose, si rischia un po’, e qualche volta si esce acciaccati e sconfitti; ma con la consapevolezza di averci messo tutte noi stesse.
Ricevere questo premio sarà l’occasione per ricordare quanto è importante buttarsi: non nego che preparazione, competenza e solidità siano imprescindibili, ma che in ogni attività imprenditoriale ha bisogno di un po’ di ribellione alle regole.
Quell’atteggiamento di sana insubordinazione che permette di realizzare anche progetti ambiziosi, come quello che stiamo portando avanti con la Germani West Africa; ne avevo parlato in questo articolo che potete recuperare.
Un’iniziativa alla quale tengo moltissimo, perché è la summa di quanto di buono si genera quando mettiamo insieme sport, solidarietà e buona imprenditoria.
Non mi resta quindi che darvi appuntamento all’11 maggio, quando verranno consegnati i premi, per il secondo di questi due articoli dedicati al premio “Donna Territorio e Cultura” 2024.







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