Donne, pallacanestro, solidarietà: il tris delle meraviglie

Donne, pallacanestro, solidarietà: il tris delle meraviglie

Questo maggio non potrebbe esser più ricco di eventi e di impegni e il fatto che non sia ancora finito, devo dire la verità, un po’ mi spaventa… vabbé, forse “spaventare” non è il verbo adatto, dacché questi impegni non sono soltanto momenti di confronto con tante realtà ma anche il segnale che la nostra attività ha davvero una ricaduta sulla collettività.

Comincio con il primo in ordine di tempo, ossia l’evento solidale promosso dalle BADS Girls di Brescia tenutosi il 7 maggio dove ho partecipato insieme alla dirigenza della Pallacanestro Brescia e alcuni dei nostri giocatori quali David Moss, Amedeo Della Valle, Nicola Akele, David Courmooh, Mike Cobbins e Alessandro Magro. Un evento aperto a tutti organizzato dalle BADS Girls per sostenere i Bambini Dharma, un’associazione che si dedica a sostenere e gestire l’accoglienza per alcuni bambini ricoverati presso gli ospedali bresciani. Non potevamo far mancare il nostro sostegno!

BADS Girls and Good Causes

Ma chi sono queste ragazze? Sotto l’acronimo BADS si cela l’associazione Basket Amiche Donne Solidarietà, un gruppo di donne unite dall’amicizia e dalla passione sportiva per la pallacanestro, due legami così forti che non potevano non sconfinare nella solidarietà e nell’impegno sociale.

Le BADS Girls non una splendida realtà che conosco da qualche anno e che ogni volta che si muove genera positività e allegria perché unire la forza dell’amicizia con l’amore per lo sport e la solidarietà genera sempre un’energia incontenibile che trova il suo destino in progetti che hanno un effetto deflagrante nella collettività. E quando un progetto è solido, ben pensato e con obiettivi chiari e concreti non può che beneficiare dello slancio dell’amicizia.

Quando sono entrata in contatto con le BADS ne ho apprezzato immediatamente la voglia di fare e mi ricordo di aver loro suggerito di diventare un’associazione proprio per dare una forma a tutta quella energia pazzesca ed eccola qui!

Sono stata quindi felicissima di celebrarle di nuovo il 7 maggio, insieme ai loro amici e insieme ai giocatori della Pallacanestro Brescia, che hanno approfittato con entusiasmo per immergersi in questa allegria contagiosa. E ancora di più di ricevere l’attestato di Presidente onoraria: ne sono davvero fiera perché fare parte del percorso di nascita e crescita di questa associazione significa contribuire in qualche modo alle tante azioni che mettono in campo per sviluppare la solidarietà nella nostra comunità.

In questo caso, l’obiettivo dell’evento era quanto di più nobile ci sia: stare al fianco dei bambini che hanno bisogno di cure (che vengono dispensate dal personale degli ospedali bresciani) e anche di un sostegno aggiuntivo… un qualcosa che lo sport deve e può garantire, grazie all’impegno concreto.

Un legame, quello tra sport e solidarietà, che è fortissimo. E in più, non si può dire di no alle Leonesse di Brescia!

Un premio, un impegno: lavorare per la comunità

Il secondo evento invece è stato sabato 11 maggio, quando mi hanno conferito il premio “Donna Territorio Cultura. Premio sport e solidarietà” in occasione dell’evento promosso da Swanbook e del quale avevo dato qualche anticipazione qui.

Durante la serata ho ricordato quanto sia importante far ricadere sul territorio (e quindi restituire alla comunità) quello che si è appreso per valorizzarlo al meglio; e questo è possibile solo se ci si spende ogni giorno per quel territorio, comprendendone gli aspetti più profondi e anche le difficoltà.

Ciò è accaduto anche con i successi della Pallacanestro Brescia: per poter arrivare ai vertici abbiamo dovuto capire a fondo le caratteristiche della squadra, il suo carattere e il temperamento. Questo, unito all’allenamento (che può essere lungo e faticoso, ma è la base di qualunque successo sia esso sportivo o imprenditoriale) e alla comprensione del legame strettissimo tra la squadra e la comunità, ci ha permesso di trasformare la nostra visione in un vero progetto.

Si lavora oggi non solo per raccogliere domani, ma anche tra 5 o 10 anni. E nell’impresa funziona allo stesso modo.

E in un mondo ancora molto maschile come quello della pallacanestro essere donna implica un lavoro ancora maggiore per farsi strada, ma rappresenta anche una risorsa perché dover affrontare diversi ostacoli in più ti spinge a fare scelte coraggiose, scelte che in situazioni di maggiore comfort non faresti mai.

È importante buttarsi, come hanno fatto anche le BADS Girls e come cerco di fare io ogni volta che ne ho la possibilità: in un mondo che sembra renderla sempre di più un’utopia, la solidarietà è invece una forza inesauribile di aiuto e sostegno concreto a tante realtà che non riuscirebbero a sopravvivere o che hanno bisogno di slancio per fiorire.

L’eccellenza sportiva come motore per lo sviluppo

E lo sport è una via incredibile per diffondere questo messaggio solidale e per fare da megafono allo sviluppo del territorio e delle persone. Sono tanti anni che mi spendo in questo senso e ogni volta che mi viene data la possibilità di parlarne davanti a un pubblico, a maggior ragione se giovane e intraprendente, non me la lascio certo scappare!

Ed è successo lo scorso giovedì 23 maggio alla Masterclass organizzata da GPP – Giovani per un Progetto, durante la quale ho parlato di eccellenza nello sport e nell’imprenditoria insieme a un panel di sportivi e imprenditori che hanno raccontato le loro imprese ed esperienze, dimostrando che il percorso di ognuno di noi può essere accidentato e difficile, ma che con  grinta e con la voglia di accogliere le sfide alla fine si raggiungono grandi traguardi, qualche volta molto diversi da quelli che ci si aspetterebbe!

Nel tempo che mi è stato riservato durante le 2 ore di “lezione”, moderate in modo magistrale da Ilaria Massetti, Vice presidente Giovani Imprenditori di Confartigianato Brescia e Lombardia Orientale e Consigliere GPP, ho raccontato del perché mi sono avvicinata al mondo della pallacanestro, del fascino che questo sport ha esercitato ed esercita tuttora su di me e di come imparare a vivere in un contesto sportivo mi insegna ogni giorno a prendere decisioni migliori, a valutare gli obiettivi e a saper far tesoro delle lezioni, anche molto dure, che la palla a spicchi impartisce con discreta severità.

E tutti gli sportivi che erano con me potrebbero dire la stessa cosa: lo sport è un maestro severo ma generoso e se lo rispetti ti dà tantissimo per cui gioire. Poter condividere queste esperienze con un gruppo di sportivi bresciani che ha portato in alto la bandiera della nostra città e del nostro territorio mi ha reso davvero fiera di lavorare in questa comunità.

Perciò ringrazio Swanbook per il premio che riconosce l’impegno che ogni giorno metto nel rendere il mio territorio più produttivo e più attrattivo per coloro che ci vivono (e anche per chi magari desidererà viverci in futuro) e per avermi dato ancora una volta l’occasione di poter parlare di due cose alle quali tengo incredibilmente: lo sport e l’aiuto alla comunità. Ringrazio ovviamente le BADS Girls, per l’esempio allegro che il tifo sportivo genera gioia e grandi vittorie! E Giovani per un Progetto, che hanno messo insieme esperienze diverse ma che condividono l’idea che lo sport rappresenti sempre un “luogo” di crescita e miglioramento.

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