I valori umani fanno squadra con la comunità
La delegazione della Pallacanestro Brescia ha incontrato Monsignor Pierantonio Tremolada per il Giubileo degli Sportivi 2025.
Lunedì 22 settembre si è tenuto un evento solenne che ha emozionato me e tutta la Pallacanestro Brescia: ho infatti avuto l’onore di accompagnare la delegazione della nostra squadra per un incontro speciale con il vescovo di Brescia, Monsignor Pierantonio Tremolada. Il luogo che ha accolto questa bellissima occasione di incontro e condivisione è stato il Salone dei Vescovi nell’Episcopio di Piazzetta del Vescovado a Brescia, dove insieme a me hanno incontrato il vescovo l’AD Mauro Ferrari, il capo allenatore Matteo Cotelli, il capitano della nostra squadra Amedeo Della Valle e Miro Bilan; insieme alla nostra delegazione erano presenti anche altre realtà sportive del nostro territorio, tutte insieme per celebrare il Giubileo degli Sportivi 2025.
Non è stata una semplice visita di cortesia, ma una profonda condivisione di valori ed emozioni, sia di chi scende in campo che di chi lo sport lo guarda e lo vive da spettatore, da tifoso o da semplice simpatizzante.
È in queste occasioni che il mio ruolo di presidente assume un valore che reputo di grande responsabilità e di immenso orgoglio: quello di rappresentare lo sport come un potentissimo veicolo di educazione e coesione sociale; valori che abbiamo espresso al nostro vescovo e che condividiamo con tutte le realtà sportive del nostro territorio.
È stato un momento in cui ricordare, ancora una volta, che i successi (sul campo come nella nostra vita quotidiana) nascono da una base impastata di valori umani e morali essenziali.
La lezione più importante: rispetto e solidarietà
Tutte le delegazioni presenti, sono certa, hanno ricordato in questa occasione come ogni membro della comunità abbia un ruolo cruciale nella costruzione della realtà civile in cui viviamo: in questa, l’attenzione verso l’altro misura davvero la nostra civiltà.
Questo è un concetto che risuona tantissimo con la mia esperienza e la mia visione del mondo e della comunità: rispettare l’altro, trovare una via comune, comprendere la diversità e trasformarla in forza comune sono gli ingredienti di una società che sa progredire e prendersi cura dei propri membri… proprio perché sono gli stessi membri che si curano l’uno dell’altro.
E questo è valido anche sul campo da basket: una squadra è un organismo in cui tutti gli elementi lavorano insieme e si curano degli altri, dove il rispetto dei ruoli e delle specificità rappresenta un valore assoluto.
Rispetto: per l’avversario, per l’arbitro, per i compagni, per il pubblico. Riconoscere l’apporto di tutti, accettare le decisioni difficili, fare fronte comune nei momenti di scoramento, sostenersi a vicenda… sono queste le mille sfumature del rispetto e ogni giorno cerchiamo di praticarle applicandoci nella nostra grande passione sportiva.
A questo si accompagna la solidarietà: un pilastro del messaggio cristiano, ma soprattutto un valore che, soprattutto oggi, dobbiamo cercare di incorporare nelle nostre vite. Proteggere e assistere il compagno di squadra sul campo si deve tradurre con la protezione e l’assistenza a chi ne ha più bisogno.
Come in una squadra, il vero valore è dato dalla somma di tutti non dallo spiccare del singolo. Ma ogni singolo elemento deve fare la sua parte.
Sport come specchio della comunità
La nostra squadra non è un’entità isolata, ma profondamente radicata nel territorio e nella città; l’incontro con il nostro vescovo ci ha reso ancora più consapevoli del nostro ruolo di ambasciatori del rispetto e della solidarietà della comunità bresciana.
Promuovere lo sport, attività che facciamo con profonda passione e impegno, significa promuovere un modello di società sana in cui la disciplina e il sacrificio non sono fini a loro stessi, ma diretti a un obiettivo comune in cui ognuno, con le proprie peculiarità, può contribuire.
Lo sport è ancora di più un punto di riferimento positivo per l’inclusione e la solidarietà, nella palestra come nei quartieri e nelle scuole.
Investire nello sport: una promessa per un futuro migliore
In questo nostro complicato mondo, lo sport di squadra offre un prezioso antidoto all’isolamento e all’individualismo: ci insegna che siamo tutti interdipendenti e che il canestro finale, il gol o il punto sono il risultato di cinque, undici o sei persone diverse che si muovono con un unico intento.
Investire nello sport è costruire un capitale sociale per una comunità, perché si insegna fin da bambini a fare fronte comune, a collaborare a rispettare l’altro in tutti i contesti.
Ringrazio il Vescovo Tremolada, mons. Claudio Paganini (Responsabile diocesano per la Pastorale dello Sport) e la delegazione della nostra squadra per averci dato ancora una volta l’occasione di riflettere su questi temi e per aver offerto una prospettiva alta e di grande valore.
I valori umani non sono un optional: sono il fondamento di una comunità unità e vincente.
È con questo spirito che voglio chiudere questo post e permettetemi un grande in bocca al lupo alla Pallacanestro Brescia che questo fine settimana si batterà per la conquista della Supercoppa Italiana 2025! Vi aspettiamo tutti a tifare Brescia sabato 27!







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