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	<title>Sport - Graziella Bragaglio</title>
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	<title>Sport - Graziella Bragaglio</title>
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		<title>Un nuovo viaggio, una nuova Leonessa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Graziella Bragaglio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 10:27:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ispirazione]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Leonessa Brescia]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un nuovo viaggio per la Leonessa Brescia: Marco Calvani e Giacomo Carrera entrani nel progetto per costruire insieme una nuova storia di basket</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="wp-block-heading"><strong>Con Marco Calvani e Giacomo Carrera prende forma un nuovo capitolo della pallacanestro bresciana</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono momenti in cui la vita ti chiede di fermarti, prendere fiato e ricominciare. E ci sono momenti in cui, proprio mentre tutto sembra più difficile, trovi la forza per rimetterti in cammino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La presentazione di <strong>Marco Calvani</strong> come nuovo allenatore della A2A Leonessa Brescia e di <strong>Giacomo Carrera</strong> come nuovo Club Manager rappresenta, per me, uno di questi momenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È l&#8217;inizio concreto di un nuovo viaggio. Un viaggio che nasce dalla volontà, prima di tutto, di tenere viva la pallacanestro a Brescia e di costruire con entusiasmo, passione e grande senso di responsabilità una nuova realtà nella quale la città possa continuare a riconoscersi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questi giorni abbiamo lavorato intensamente, spesso senza fermarci, per dare forma a questo progetto. Sappiamo che c&#8217;è ancora tanto da fare, ma ogni nuovo percorso ha bisogno di primi passi importanti. E scegliere le persone con cui affrontarlo è uno di questi.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Le persone prima di tutto</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Una squadra non si costruisce soltanto scegliendo dei giocatori. Ha bisogno di una guida capace di dare un&#8217;identità, di trasmettere una visione e di accompagnare un gruppo nei momenti facili e, soprattutto, in quelli più difficili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo abbiamo scelto Marco Calvani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In lui abbiamo riconosciuto l&#8217;esperienza, le competenze e la personalità necessarie per affrontare una sfida importante come quella che ci attende. Ma, ancora di più, abbiamo trovato una persona che condivide il nostro modo di guardare al futuro e i valori sui quali vogliamo costruire questa nuova Leonessa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante la sua presentazione, Marco ha parlato di equilibrio, di lavoro, di difesa e della necessità di mettere ogni giocatore nelle condizioni migliori per esprimere le proprie qualità. Ha parlato della necessità di non dare nulla per scontato e di affrontare ogni partita con rispetto, attenzione e consapevolezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono parole nelle quali ci riconosciamo profondamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto a lui, siamo felici di accogliere Giacomo Carrera, che ricoprirà il ruolo di Club Manager. Anche la sua figura sarà importante in questo nuovo percorso: perché un progetto ambizioso ha bisogno di una struttura solida, di organizzazione e, soprattutto, di persone disposte a mettersi in gioco ogni giorno, lavorando insieme per un obiettivo comune.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Ripartire, con il cuore rivolto al futuro</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La Serie B Nazionale sarà un campionato nuovo per noi, un contesto che richiederà impegno, sacrificio e grande capacità di adattamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non vogliamo affrontarlo pensando a ciò che è stato, ma portando con noi tutto ciò che il passato ci ha insegnato e guardando con fiducia a ciò che possiamo ancora costruire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nostra ambizione rimane importante, ma sappiamo che ogni risultato dovrà essere conquistato sul campo. Giorno dopo giorno. Attraverso il lavoro, la capacità di fare squadra e la consapevolezza che nessun traguardo può essere raggiunto da soli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo sono particolarmente felice di iniziare questo viaggio insieme a Marco Calvani, a Giacomo Carrera e a tutte le persone che, in questi giorni, stanno mettendo energie, competenze e passione per dare forma alla nuova Leonessa Brescia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo davanti a noi una strada ancora lunga. Ci saranno difficoltà, sfide e momenti da affrontare con determinazione. Ma c&#8217;è anche qualcosa di straordinario: la possibilità di ricominciare e di scrivere insieme una nuova pagina della pallacanestro bresciana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Brescia sappiamo bene che le cose importanti non arrivano per caso. Si costruiscono con il lavoro, con la tenacia e con la capacità di non arrendersi mai.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è proprio con questo spirito che ripartiamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché ogni nuovo viaggio, anche quando nasce da una ripartenza, può diventare l&#8217;inizio di una storia importante.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://www.graziellabragaglio.it/2026/07/24/nuovo-viaggio-nuova-leonessa/">Un nuovo viaggio, una nuova Leonessa</a> first appeared on <a href="https://www.graziellabragaglio.it">Graziella Bragaglio</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Il valore educativo di un campo da gioco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Graziella Bragaglio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 13:03:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Ispirazione]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Istituto Salesiano Don Bosco Brescia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il valore educativo di un campo da gioco: sport, crescita e relazioni all’Istituto Salesiano Don Bosco di Brescia tra giovani e comunità.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="wp-block-heading">Quando lo sport diventa uno spazio di crescita, relazione e futuro</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono luoghi che riescono a raccontare molto più della loro funzione.<br>Luoghi che, appena li attraversi, trasmettono immediatamente una visione, un’idea di comunità, un modo di guardare ai giovani e al loro futuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I nuovi campi sportivi inaugurati all’<a href="https://www.donboscobrescia.it/" target="_blank" rel="noopener" title="">Istituto Salesiano Don Bosco di Brescia</a> sono uno di questi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Martedì ho avuto il piacere di partecipare, insieme a David Moss, all’inaugurazione dei nuovi spazi outdoor dell’Opera salesiana: quattro campi dedicati allo sport, due da calcetto, uno da basket e uno da pallavolo, realizzati per offrire ai ragazzi un ambiente bello, sicuro e pensato davvero per loro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma ciò che mi ha colpita maggiormente non è stata soltanto la qualità dell’intervento o l’importante investimento realizzato. È stato il significato profondo che questi spazi rappresentano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il cortile come luogo educativo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per la tradizione salesiana, infatti, il cortile non è mai stato semplicemente uno spazio ricreativo.<br>Don Bosco lo considerava il cuore della scuola: il luogo dell’incontro, delle relazioni, della fiducia costruita giorno dopo giorno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un luogo in cui educare non significa soltanto insegnare, ma accompagnare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è straordinariamente attuale questa visione nata quasi due secoli fa: creare spazi in cui i ragazzi possano crescere insieme, confrontarsi, imparare il rispetto, la condivisione e il senso di appartenenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché spesso è proprio lì, in una partita improvvisata, in un allenamento, in una sfida tra amici, che si imparano alcune delle lezioni più importanti della vita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo sport forma persone, prima ancora che atleti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel mio percorso, sia nel mondo imprenditoriale sia in quello sportivo, ho imparato che lo sport ha un valore educativo enorme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un campo da basket non insegna soltanto a vincere.<br>Insegna a cadere e rialzarsi. A gestire la fatica. A fidarsi degli altri. A capire che nessun risultato importante si costruisce da soli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insegna disciplina, rispetto delle regole, spirito di squadra e responsabilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è per questo che ogni investimento dedicato ai giovani e allo sport ha un valore che va molto oltre la dimensione sportiva: è un investimento sociale, umano ed educativo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un segnale importante per il futuro</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Vedere nascere spazi come questi è sempre un segnale positivo per una città e per una comunità.<br>Lo è ancora di più in una realtà come quella salesiana, che da quasi un secolo rappresenta a Brescia un punto di riferimento educativo e umano per generazioni di ragazzi e famiglie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come <a href="http://pallacanestrobrescia.it" target="_blank" rel="noopener" title="">Pallacanestro Brescia</a>, siamo orgogliosi di aver preso parte a questo momento. Perché ogni volta che si crea un luogo capace di accendere passioni, relazioni e sogni, si costruisce qualcosa che lascia un segno nel tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E forse è proprio questo il significato più bello dello sport: creare occasioni in cui i giovani possano scoprire chi sono, imparare a credere in sé stessi e sentirsi parte di qualcosa di più grande.</p><p>The post <a href="https://www.graziellabragaglio.it/2026/05/14/valore-educativo-campo-da-gioco/">Il valore educativo di un campo da gioco</a> first appeared on <a href="https://www.graziellabragaglio.it">Graziella Bragaglio</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>10 Anni di Cuore, Forza e Solidarietà: Il Decennale delle BADS GIRLS Brescia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Graziella Bragaglio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 09:55:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Ispirazione]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[10 anni]]></category>
		<category><![CDATA[Bads Girls]]></category>
		<category><![CDATA[basket]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le BADS GIRLS Brescia celebrano 10 anni di sport e solidarietà: un percorso di basket, amicizia e sostegno concreto alle donne in difficoltà</p>
<p>The post <a href="https://www.graziellabragaglio.it/2026/05/07/10-anni-di-cuore-forza-e-solidarieta-il-decennale-delle-bads-girls-brescia/">10 Anni di Cuore, Forza e Solidarietà: Il Decennale delle BADS GIRLS Brescia</a> first appeared on <a href="https://www.graziellabragaglio.it">Graziella Bragaglio</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph">Ci sono date che non sono solo numeri sul calendario, ma pietre miliari che segnano il percorso di una comunità. Il <strong>5 maggio</strong> scorso abbiamo vissuto una di queste date.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è stata solo una celebrazione, ma l’abbraccio collettivo di un gruppo che, da un decennio, trasforma l’energia dello sport e dell’amicizia in un motore inarrestabile di solidarietà: le <strong><a href="https://www.graziellabragaglio.it/event-item/bads-girls-brescia/" target="_blank" rel="noopener" title="BADS GIRLS">BADS GIRLS</a></strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Festeggiare dieci anni di attività, e farlo da Presidente Onorario, significa guardarsi indietro e vedere quanta strada è stata fatta, quanti “canestri sono stati segnati” non solo sul parquet, ma nella vita reale, a favore di chi ha più bisogno. E ricordarlo in una serata di festa significa onorare l&#8217;impegno di donne straordinarie che hanno deciso di fare la differenza.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Chi sono le BADS GIRLS? Lo scopo di un’associazione unica</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’associazione BADS GIRLS non è un semplice club di tifose o un gruppo ricreativo. È un’anima collettiva nata a Brescia con un obiettivo nobile e ambizioso: <strong>unire il mondo femminile attraverso i valori dello sport per sostenere cause sociali concrete.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nome stesso racchiude l’essenza della loro missione. Ma cosa significa davvero <strong>BADS</strong>? È un acronimo che vibra di energia: <strong>Basket, Amicizia, Donna, Solidarietà</strong>.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Basket:</strong> Perché la palla a spicchi è il nostro linguaggio comune, il battito cardiaco che ci unisce al palazzetto e fuori.</li>



<li><strong>Amicizia:</strong> Perché nulla di grande si costruisce da soli. Il legame tra le associate è il cemento che tiene in piedi ogni iniziativa.</li>



<li><strong>Donna:</strong> Perché le BADS sono donne che parlano alle donne, valorizzando il ruolo femminile nella società e nello sport.</li>



<li><strong>Solidarietà:</strong> Perché ogni sorriso, ogni evento e ogni singola iscrizione hanno come fine ultimo il bene del prossimo.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il mistero dello pseudonimo e il Testimonial d’eccezione</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Spesso mi chiedono: <em>&#8220;Ma perché chiamarvi &#8216;Bad</em><em>s</em><em> Girls&#8217;?&#8221;</em>. Il gioco di parole è voluto e graffiante. Se nell’immaginario comune le &#8220;ragazze cattive&#8221; sono quelle che rompono le regole, le nostre BADS rompono gli schemi dell’indifferenza. Essere &#8220;Bad&#8221; in questo caso significa essere coraggiose, determinate, non disposte ad accettare passivamente le ingiustizie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quest&#8217;anno, per celebrare il decennale, abbiamo avuto l&#8217;onore di avere un testimonial che incarna perfettamente lo spirito di Brescia e la forza della nostra storia sportiva: <strong>Alessandro Cittadini</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il &#8220;Citta&#8221;, storico Capitano della promozione in Serie A del Basket Brescia, non è solo un campione di sport, ma un gigante di umanità. La sua presenza al decennale ha sottolineato un legame profondo: quello tra il basket d’eccellenza e il cuore pulsante della città. Cittadini, che ha guidato la squadra verso vette altissime, oggi ha messo la sua immagine al servizio di un obiettivo ancora più alto, ricordandoci che un vero leader è colui che si spende per la propria comunità.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.graziellabragaglio.it/wp-content/uploads/2026/05/10-Anni-di-Cuore-Forza-e-Solidarieta-Il-Decennale-delle-BADS-GIRLS-Brescia-1024x683.jpeg" alt="" class="wp-image-9473" style="aspect-ratio:1.4992899353843367;width:842px;height:auto" srcset="https://www.graziellabragaglio.it/wp-content/uploads/2026/05/10-Anni-di-Cuore-Forza-e-Solidarieta-Il-Decennale-delle-BADS-GIRLS-Brescia-1024x683.jpeg 1024w, https://www.graziellabragaglio.it/wp-content/uploads/2026/05/10-Anni-di-Cuore-Forza-e-Solidarieta-Il-Decennale-delle-BADS-GIRLS-Brescia-1536x1024.jpeg 1536w, https://www.graziellabragaglio.it/wp-content/uploads/2026/05/10-Anni-di-Cuore-Forza-e-Solidarieta-Il-Decennale-delle-BADS-GIRLS-Brescia-300x200.jpeg 300w, https://www.graziellabragaglio.it/wp-content/uploads/2026/05/10-Anni-di-Cuore-Forza-e-Solidarieta-Il-Decennale-delle-BADS-GIRLS-Brescia-768x512.jpeg 768w, https://www.graziellabragaglio.it/wp-content/uploads/2026/05/10-Anni-di-Cuore-Forza-e-Solidarieta-Il-Decennale-delle-BADS-GIRLS-Brescia.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">10 Anni di Cuore, Forza e Solidarietà: Il Decennale delle BADS GIRLS Brescia</figcaption></figure>
</div>


<h3 class="wp-block-heading"><strong>La missione più importante: La raccolta fondi per le donne in difficoltà</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Certamente il cuore pulsante dell’evento, oltre ai brindisi e ai ricordi, è stata l’opportunità di ribadire la nostra missione prioritaria: la <strong>beneficenza</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questi dieci anni, le BADS GIRLS hanno raccolto fondi vitali per diverse realtà del territorio, con un focus particolare sulle <strong>donne in difficoltà</strong>. Sappiamo che la vulnerabilità femminile può assumere molte forme: difficoltà economiche, isolamento sociale o situazioni di disagio personale. La raccolta fondi legata a questo anniversario è stata destinata a progetti concreti che offrono supporto, protezione e nuove opportunità di riscatto a donne che stanno affrontando momenti bui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni donazione raccolta durante la serata, ogni gadget acquistato e ogni nuova tessera sottoscritta rappresenta un mattone per costruire una casa più sicura, un percorso di formazione o semplicemente un aiuto immediato per chi si sente sola. La solidarietà delle BADS è &#8220;silenziosa ma rumorosa&#8221;: non cerca il palcoscenico, ma fa sentire la sua voce attraverso i risultati ottenuti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come emerge anche guardando il <a href="https://www.teletutto.it/videonews/view?record=110762&amp;sez=&amp;Seldt=&amp;cerca=&amp;start=0" target="_blank" rel="noopener" title="servizio di Teletutto">servizio di <em>Teletutto</em></a><em>, </em>che ha immortalato i momenti più belli della festa, i sorrisi sono autentici: si vede l’emozione di chi sa di far parte di qualcosa di grande.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dieci anni fa era un’idea, un sogno condiviso da poche amiche, mentre oggi le BADS GIRLS sono una realtà consolidata, un punto di riferimento nel panorama associativo bresciano, ed è facile comprendere come il decennale non sia un punto di arrivo, ma un nuovo inizio. La forza di questo gruppo risiede nella capacità di rinnovarsi senza mai perdere di vista i valori fondamentali. Brescia è una città che risponde sempre con generosità quando viene chiamata in causa, e le BADS GIRLS sono le perfette ambasciatrici di questo spirito leonino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vedere il coinvolgimento di figure come Alessandro Cittadini e il sostegno costante di tante realtà locali ci dà la carica per i prossimi dieci anni. Perché c’è ancora tanto da fare, tante sfide da vincere e, soprattutto, tante donne da sostenere.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Unisciti a noi: la tua energia conta</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Se sei arrivata a leggere fin qui, probabilmente senti anche tu quel richiamo alla solidarietà e quella passione per lo sport che ci muove ogni giorno. Le BADS GIRLS sono sempre aperte a nuove energie, a nuove idee e a chiunque voglia mettere a disposizione un po’ del proprio tempo per una causa nobile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non serve essere una campionessa di basket per far parte di questa famiglia. Serve avere cuore, voglia di mettersi in gioco e il desiderio di fare del bene divertendosi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Vuoi saperne di più sulle BADS GIRLS o su come sostenere le nostre prossime iniziative?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Se desideri approfondire la conoscenza dell&#8217;associazione, collaborare ai nostri progetti o scoprire come contribuire alla raccolta fondi per le donne in difficoltà, non esitare. La tua partecipazione può fare la differenza nella vita di qualcuno.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Contatta direttamente le <a href="https://www.facebook.com/groups/BADSgirls/about" target="_blank" rel="noopener" title="Bads Girls su Facebook">Bads Girls su Facebook</a>: insieme, possiamo continuare a scrivere questa meravigliosa storia di sport e solidarietà.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://www.graziellabragaglio.it/2026/05/07/10-anni-di-cuore-forza-e-solidarieta-il-decennale-delle-bads-girls-brescia/">10 Anni di Cuore, Forza e Solidarietà: Il Decennale delle BADS GIRLS Brescia</a> first appeared on <a href="https://www.graziellabragaglio.it">Graziella Bragaglio</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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			</item>
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		<title>Dieci anni di cuore e Serie A</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Graziella Bragaglio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 15:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[10 anni]]></category>
		<category><![CDATA[Coppa Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Final Eight]]></category>
		<category><![CDATA[Pallacanestro Brescia]]></category>
		<category><![CDATA[Serie A]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Verso Torino per la Final Eight: l’orgoglio di dieci stagioni in Serie A, tra identità, responsabilità e il sogno di scrivere un’altra pagina di storia.</p>
<p>The post <a href="https://www.graziellabragaglio.it/2026/02/18/dieci-anni-di-cuore-e-serie-a/">Dieci anni di cuore e Serie A</a> first appeared on <a href="https://www.graziellabragaglio.it">Graziella Bragaglio</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="wp-block-heading">Verso Torino con l’orgoglio di chi non smette di sognare</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre l’autostrada si stende di fronte a me, i motori si scaldano e il profumo del grande basket inizia a riempire l’aria, sento un’emozione che quest&#8217;anno ha un sapore diverso. Non è solo la solita trepidazione che accompagna ogni vigilia di una grande competizione; è qualcosa di più profondo, un senso di responsabilità e di orgoglio che vibra in ogni angolo della nostra sede, del nostro palazzetto, dei corridoi, fino in fondo al cuore. Ci apprestiamo a varcare la soglia dell’Inalpi Arena di Torino, quello che considero il palazzetto più bello d’Italia, per vivere l’ottava Final Eight di Coppa Italia della nostra storia recente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esserci ancora una volta, per la quinta volta consecutiva, non deve essere considerato un’abitudine o un fatto scontato. È, invece, la conferma straordinaria di un percorso fatto di programmazione e solidità. Ma quest’anno, il numero che campeggia nei nostri pensieri è un altro: il “<strong>Dieci</strong>”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un traguardo che è identità: le nostre dieci stagioni in Serie A</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Celebriamo con questa partecipazione un traguardo immenso: le nostre dieci stagioni consecutive nella massima serie. Un numero particolare per Brescia che, proprio nelle famose 10 giornate del 1849, fece sentire il proprio grido di libertà contro l’occupazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando guardo indietro a questo decennio, vedo una società che si è costruita credibilità e rispetto nel panorama nazionale passo dopo passo. Per me, l’orgoglio non è un concetto puramente tecnico o sportivo; è un fatto identitario. Rappresentare Brescia in Serie A per dieci anni di fila significa aver dato voce a un’intera provincia, aver portato i nostri colori nelle piazze più prestigiose d’Italia con la testa alta e il cuore oltre l’ostacolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per onorare questa ricorrenza speciale, abbiamo voluto che le nostre divise per la Coppa Italia parlassero di noi, della nostra storia e della nostra terra. La maglia azzurra richiama la tradizione e il legame con la città, mentre quella grigia — <em>il colore della &#8220;Brescia operaia&#8221;</em> — è un omaggio a chi lavora ogni giorno con fatica e dedizione. È lo spirito con cui la Germani scende in campo: testa bassa, niente alibi, solo tanto orgoglio e carattere. Sulle nostre maglie, i dettagli tricolori e il richiamo alle &#8220;Dieci Giornate&#8221; di Brescia non sono solo decorazioni, ma simboli di una identità e di una voglia di eccellere che ci appartengono nel profondo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La responsabilità di rappresentare una città</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sentiamo forte la responsabilità di essere l’espressione sportiva di un territorio d’eccellenza. Vedere il nostro nuovo bus viaggiare verso Torino, decorato con le immagini simbolo di Brescia — dalla Loggia alla Vittoria Alata, dal Duomo vecchio a quello nuovo — è un segnale bellissimo di quanto questa squadra sia diventata un pezzo della nostra comunità. Non andiamo a Torino solo per giocare una partita di basket; andiamo per rappresentare un movimento intero, portando con noi anche i ragazzi del nostro settore giovanile, perché il futuro si costruisce vivendo queste atmosfere magiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sfida contro Udine sarà complessa, come ogni esordio in una &#8220;<em>bolla</em>&#8221; imprevedibile come la Coppa Italia. Coach Matteo Cotelli sta trasmettendo al gruppo la giusta carica, trasformando l&#8217;amarezza per le recenti fatiche in fame agonistica. Sappiamo che la Coppa premia chi regge meglio la pressione e chi ha più voglia di stupire. Il ricordo del trionfo del 2023 è ancora fresco nei nostri cuori: allora arrivammo da &#8220;<em>ultimi invitati</em>&#8221; e tornammo con il trofeo. Oggi, riprovarci non è solo una possibilità, sentiamo che è quasi un dovere verso la nostra storia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un viaggio reso possibile da persone straordinarie</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Non saremmo qui, a giocarci l&#8217;ottava Final Eight in dieci anni, se non ci fosse stata una visione condivisa e un lavoro instancabile dietro le quinte. Nulla di tutto questo è scontato. Riuscire a mantenere un nucleo solido di sponsor, partner, giocatori e staff per così tanto tempo è una sfida quotidiana in un mondo sportivo fatto spesso di meteore. Noi, invece, abbiamo consolidato numeri importanti e ampliato costantemente la nostra rete di sostenitori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Voglio quindi rivolgere un ringraziamento sincero e anticipato a tutto il team, a ogni singolo collaboratore, ai partner e a tutte le persone che, anno dopo anno, hanno messo il proprio mattoncino per rendere possibile questo splendido traguardo delle dieci stagioni in Serie A. La vostra passione è il motore che ci permette di competere ai massimi livelli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, un ringraziamento speciale e profondo va a Mauro Ferrari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mauro ha scelto di assumersi l&#8217;onere e l&#8217;onore di continuare questo viaggio meraviglioso, investendo non solo risorse, ma anima e cuore per portare la Pallacanestro Brescia a livelli così alti. Il suo progetto è il fondamento su cui poggia la nostra ambizione di oggi e di domani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Torino scenderemo in campo con questa energia: consapevoli del passato, concentrati sul presente e desiderosi di scrivere un’altra pagina indimenticabile della nostra storia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Forza Germani, forza Brescia!</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://www.graziellabragaglio.it/2026/02/18/dieci-anni-di-cuore-e-serie-a/">Dieci anni di cuore e Serie A</a> first appeared on <a href="https://www.graziellabragaglio.it">Graziella Bragaglio</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Leader e Capo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Graziella Bragaglio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 13:31:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ispirazione]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Capo]]></category>
		<category><![CDATA[leadership]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come diventare un leader autentico? Fiducia, coerenza e valori quotidiani trasformano un capo in punto di riferimento vero e rispettato.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph">Guidare un’azienda non significa semplicemente occupare una posizione apicale, prendere decisioni o esercitare un potere formale. Guidare, nel senso più autentico del termine, vuol dire mostrare la via, <strong>incarnare</strong>. Incarnare una visione, dei valori, una direzione. È qui che nasce la differenza profonda tra essere un <em>Capo</em> ed essere un <em>Leader</em>.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img decoding="async" width="705" height="800" src="https://www.graziellabragaglio.it/wp-content/uploads/2025/12/Post-Graziella-Bragaglio-18-dicembre2025-1.jpeg" alt="Graziella Bragaglio - Pallacanestro Brescia" class="wp-image-9330" style="aspect-ratio:0.8812633622241786;width:433px;height:auto" srcset="https://www.graziellabragaglio.it/wp-content/uploads/2025/12/Post-Graziella-Bragaglio-18-dicembre2025-1.jpeg 705w, https://www.graziellabragaglio.it/wp-content/uploads/2025/12/Post-Graziella-Bragaglio-18-dicembre2025-1-264x300.jpeg 264w" sizes="(max-width: 705px) 100vw, 705px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Il Capo guida dall’alto, il Leader guida da dentro. Il Capo chiede risultati, il Leader costruisce le condizioni perché quei risultati accadano. Il Capo controlla, il Leader ispira. Il Capo viene seguito per ruolo, il Leader viene seguito per fiducia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ho sperimentato all’inizio della mia carriera da imprenditrice, quando l’inesperienza e qualche bias di troppo mi hanno costretto velocemente ad imparare che essere Leader significa diventare <strong>riferimento</strong>: non solo per ciò che si decide, ma per come si è.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le persone infatti osservano tutto: come affronti un problema, come gestisci un errore, come parli quando nessuno dovrebbe ascoltare. È in quei momenti che si costruisce – o si perde – la leadership, perché è in questi momenti che guadagni la fiducia – processo lentissimo – o la perdi, in un istante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel mio lavoro di Imprenditrice è questa la cosa più preziosa che ho prima scoperto, poi imparato, e da allora cercato di praticare costantemente, non sempre con risultati soddisfacenti, perché è un lavoro continuo, a tratti faticoso anche se ricco di gratificazione, ma sempre con disciplina.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Incarnare i valori fondanti di un’impresa</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni impresa ha valori scritti sul sito o sulle pareti degli uffici, moltissimi imprenditori e tantissimi “<em>influencer</em>” parlano di valori e di etica, forse perché vende e perché questi argomenti arrivano dritti al cuore. Ma pochissimi imprenditori, e ancor meno imprese, rendono questi valori etici comportamenti quotidiani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché è davvero faticoso, è un vero lavoro ed è dura. Durissima, a volte. È tanto semplice <em>comunicare</em> i valori e parlarne, ma il lavoro vero è <strong>agirli</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cioè renderli riconoscibili nelle scelte strategiche, nei comportamenti quotidiani, nel modo in cui tratti collaboratori, clienti e fornitori, dal vivo o al telefono. Sempre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando i valori sono incarnati, l’azienda non ha bisogno di slogan: diventa credibile. E la credibilità è la prima forma di attrazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I valori accendono</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Un’altra cosa che ho imparato dopo anni di gestione d’impresa è che un’azienda non cresce se è solo organizzata, se può contare su collaboratori e dipendenti preparati o se “<em>indovina</em>” un business vincente. Cresce se è <strong>accesa</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accendere un’azienda significa generare energia interna, senso di appartenenza, motivazione autentica, ed è questo il vero motore, perché le persone – lo abbiamo visto chiaramente nelle nuove dinamiche post-covid – non si muovono più solo per lo stipendio, ma si muovono per un significato, per il senso di appartenenza ad una cosa più grande di loro stessi e per il senso di gratitudine che ne deriva. La gratitudine, la forza più grande dell’universo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un Leader autentico crea un ecosistema di fiducia. E la fiducia è il vero capitale relazionale di un’impresa moderna, perché ispira gratitudine.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Non solo in azienda. Anche nello sport</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Se guidare un’azienda è complesso, guidare una società sportiva lo è forse ancora di più, perché nello sport, il Leader non rappresenta solo un’organizzazione: rappresenta una <strong>cultura</strong>, una <strong>storia</strong>, un <strong>sentimento collettivo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel mondo sportivo, chi guida una società è il volto di ogni sponsor, di ogni volontario, lo spirito in cui ogni tifoso si identifica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se poi come me hai il privilegio di guidare una grande realtà nazionale in uno sport fantastico come il basket, allora non sei mai e solo te stesso, ma il volto di una intera città, di una nazione: sei il simbolo di un sistema.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E quindi ogni parola pesa, ogni silenzio comunica, ogni gesto viene letto ed interpretato. Per questo è infinitamente gratificante ma anche a volte ancor più faticoso: perché non esistono momenti “<em>neutri</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando rappresenti un sistema, ne risulta coinvolta <strong>ogni fibra del proprio corpo</strong>: come parli, cosa dici, come ti comporti, cosa fai e cosa non fai, persino come cammini e come ti vesti. Anche l’aspetto esteriore infatti è un fattore, perché è il riflesso di ciò che vivi, dentro e fuori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’abito forse non farà proprio tutto il monaco, ma spesso contribuisce a farlo o almeno comunica il tipo di monaco che sei. Non per apparenza, ma per coerenza; si dice infatti che l’immagine è una forma di responsabilità, quando rappresenti una comunità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella mia lunga esperienza sportiva ho infatti imparato una regola semplice, così semplice che a volte viene disattesa: se sei <strong>pulito</strong>, <strong>trasparente</strong>, <strong>autentico</strong>, <strong>etico</strong>, allora <strong>attrai</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attrai talenti, sponsor, pubblico, rispetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se non lo sei, rincorri. Rincorri risultati, consenso, credibilità. E nello sport – come nell’impresa – rincorrere è sempre più faticoso che costruire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Guidare non è un ruolo. È una responsabilità quotidiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Che si tratti di un’azienda o di una società sportiva, la leadership vera nasce dall’allineamento tra ciò che si è, ciò che si dice e ciò che si fa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un libro che ho letto da poco esiste un paradigma interessante: i risultati che ottieni dipendono dalle azioni che metti in campo, ma queste non derivano dalla tua perizia, da quanto sei bravo o meno: derivano dalle idee che hai e quindi da ciò che sei.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando tra ciò che sei, ciò che fai e ciò che dici esiste un allineamento, allora puoi permetterti di smettere di con-vincere: e diventare naturalmente seguito. In questo momento e non prima, una organizzazione, sportiva o no, smette di essere gestita e inizia, finalmente, a vivere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credo, ma ci sto ancora lavorando, si chiami Carisma.</p><p>The post <a href="https://www.graziellabragaglio.it/2025/12/18/leader-e-capo/">Leader e Capo</a> first appeared on <a href="https://www.graziellabragaglio.it">Graziella Bragaglio</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>L&#8217;impresa come atto d&#8217;amore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Graziella Bragaglio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Nov 2025 09:30:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Ispirazione]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[impresa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un’intervista che ripercorre la mia idea di impresa: un cammino fatto di persone, visione e cura, tra sanità, sport e valori che guidano ogni giorno.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="wp-block-heading">La mia intervista ad Andrea Bettini</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ci sono parole che sanno restituire l’essenza di un percorso e questo articolo lo fa con una delicatezza che mi ha davvero colpita.<br><br>Rileggere la mia storia attraverso quello sguardo – dalle radici di famiglia all’imprenditoria sanitaria, fino alla pallacanestro – è stato un viaggio tra ricordi, sfide e valori che continuano a guidarmi ogni giorno.<br><br>Perché fare impresa, nello sport come nella sanità, significa prima di tutto costruire relazioni, credere nelle persone e dare forma a qualcosa che resti.<br><br>Ringrazio Andrea Bettini per la sensibilità e l’attenzione con cui ha saputo raccontare tutto questo. <br><br>Per chi non avesse ancora letto l&#8217;intervista vi riporto qui sotto l’articolo completo:</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Quando l’anno scorso stavo per uscire per FrancoAngeli con il libro <a href="https://www.francoangeli.it/Libro/Impresa!-10-parole-chiave-per-l%27imprenditoria-e-lo-sport?Id=29333" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Impresa!</a>, scritto a quattro mani con Andrea Vidotti per raccontare il legame profondo tra sport e imprenditoria, non abbiamo avuto dubbi su chi invitare a scrivere la prefazione. Volevamo qualcuno che quel parallelismo non solo lo conoscesse, ma lo vivesse ogni giorno sulla propria pelle. Così abbiamo pensato a <a href="https://www.linkedin.com/in/bragaglio-graziella-58413951/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Graziella Bragaglio</a>, una donna capace di tenere insieme due mondi apparentemente lontani — l’impresa e lo sport — con la stessa passione, la stessa visione, la stessa determinazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle prime righe della sua prefazione scriveva che <em>“Impresa è una parola che trasmette audacia, determinazione, competenza, sacrificio e, soprattutto, coraggio”</em>. Parole che la rappresentano perfettamente. Perché la sua storia è, prima di tutto, una continua sfida a superare i propri limiti e a costruire valore attraverso le persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Originaria di Nave, in provincia di Brescia, Graziella cresce in una famiglia dove il lavoro è sinonimo di dedizione e artigianalità. Suo padre, falegname, le trasmette l’amore per il costruire con le mani e con la testa, per quel dettaglio che fa la differenza tra un mestiere e un’arte. <em>«Sono la figlia di Geppetto»</em>, ama dire. Un fornitore del padre, che la ricordava ragazza tra la segatura a riempire sacchi, le ha scritto anni dopo: <em>“già allora avevo capito che saresti diventata grande”</em>. Proprio dal padre eredita la precisione e la concretezza, ma anche il gusto per le cose ben fatte, il desiderio di creare qualcosa che resti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure, la sua strada non è quella che il genitore avrebbe immaginato per lei. Mentre lui sognava una figlia impegnata a portare avanti l’attività di famiglia, Graziella sceglie un’altra via, seguendo l’istinto e la curiosità. Si laurea in Tecniche di Radiologia Medica all’Università degli Studi di Brescia e inizia a lavorare negli ospedali, prima come tecnico, poi come coordinatrice e docente. Quel mondo la affascina: osservare da vicino il corpo umano, leggerne i segni invisibili, interpretarne i messaggi è, per lei, un modo di toccare la vita nella sua verità più profonda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2001 diventa Amministratore Delegato di X-Ray Service e qualche anno più tardi, insieme al marito&nbsp;<strong>Matteo Bonetti</strong>, medico neuroradiologo, fonda il&nbsp;<a href="https://poliambulatorioberdan.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Poliambulatorio Oberdan</a>, oggi un centro di eccellenza nel panorama sanitario italiano ed europeo, punto di riferimento per l’ozonoterapia sotto guida TAC. Decine di professionisti, diverse specializzazioni, ma soprattutto un’idea precisa di sanità: quella in cui la persona viene prima del paziente e il valore umano, precede ogni procedura. <em>«Mi piace che chi entra da noi non si senta un numero, ma parte di un percorso»</em>, racconta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gestire una struttura sanitaria, soprattutto dopo la pandemia, significa misurarsi con nuove sensibilità e nuove paure. Eppure, per Graziella, è proprio in questo bilanciamento tra rigore ed empatia che si misura la vera imprenditorialità. Ha un modo tutto suo per reggere la complessità: <em>«la mia vita è fatta di cassetti e cassettini»</em>. Isola ciò che disturba, ci torna quando è il momento giusto e intanto, guida con mente fredda e cuore caldo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel raccontare la sua esperienza, usa spesso una metafora: quella della cucina. <em>«Fare impresa è come cucinare</em> — dice — <em>Ogni ingrediente è essenziale per creare un sapore unico e armonioso»</em>. Passione e follia ragionata sono il sale. La creatività è la chiave per trovare soluzioni. L’attenzione ai dettagli è il cuore. E lo spirito di squadra è l’ingrediente che tiene tutto insieme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto alla cura quotidiana, c’è una sfida che bussa:&nbsp;replicare il modello&nbsp;in altre città senza snaturarlo, facendo leva sulle&nbsp;sinergie&nbsp;e sulla&nbsp;formazione&nbsp;dei medici nei percorsi di ozono-terapia e interventistica sotto guida TAC. Perché un’impresa che funziona — nel senso più umano del termine — ha bisogno di connessioni, di nuove energie, di altri sguardi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto a tutto questo, c’è l’altra parte della sua vita, quella che a un certo punto è entrata in scena quasi per caso — e che oggi ne è diventata la metafora più potente: il basket.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando sposa Matteo, scopre che oltre a un marito ha “sposato” anche una palla a spicchi. Lui, cremonese, ex giocatore e allenatore, non riesce a stare lontano dal campo. E così, passo dopo passo, quella che sembrava una passione privata si trasforma in una nuova impresa collettiva. Nel 2009 nasce la&nbsp;<a href="https://pallacanestrobrescia.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Basket Brescia Leonessa</a> e con essa, una sfida che cambierà la storia sportiva della città.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Guidata da Graziella come presidente, la squadra parte dalla Serie B, risale la china anno dopo anno, fino alla promozione in Serie A nel 2016 e alla conquista dell’Europa. Un percorso costruito con ostinazione, sacrificio e visione. In un ambiente prevalentemente maschile, lei si fa spazio con naturale autorevolezza, portando dentro la logica dello sport la stessa cultura del lavoro che l’ha formata nella sanità: quella fatta di disciplina, ascolto e umanità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>«Ho imparato a fare passi indietro, non solo avanti»</em>, dice. <em>«Perché una squadra si guida anche lasciando agli altri il tempo di crescere»</em>. E in quella frase c’è tutta la sua filosofia di leadership: il coraggio di lasciare andare, la consapevolezza che costruire non significa possedere, ma permettere a ciò che hai creato di proseguire la sua strada.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2020, infatti, decide di aprire un nuovo capitolo e di affidare la quota principale della società all’imprenditore bresciano <strong>Mauro Ferrari</strong>, garantendo così alla squadra la possibilità di crescere ulteriormente. È un atto di lucidità e amore insieme: per la città, per la tifoseria, per un progetto che non poteva restare confinato in un nome o in una famiglia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi continua a rappresentare con orgoglio la&nbsp;Pallacanestro Brescia, simbolo di una comunità che ha imparato a riconoscersi in un sogno condiviso. Ogni vittoria, ogni abbraccio in campo, ogni applauso sugli spalti è il segno tangibile di ciò che lei chiama “impresa emotiva”: quella che nasce dal cuore e arriva alle persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Crede nella responsabilità delle scelte, anche quando fanno male: <em>«la vita ci pone davanti a bivi che non delego ad altri»</em>. È da lì che passa la differenza tra guidare e subire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche come madre ha imparato a fare un passo indietro quando serve: <em>«ogni figlio mi ha insegnato qualcosa di diverso. Pensavo di riconoscermi in uno, poi ho capito che assomiglia al padre. Ho cambiato io e lui è cambiato con me»</em>. È la stessa regola che applica in azienda e in campo: ascoltare, capire, lasciare spazio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In fondo, tutta la vita di Graziella Bragaglio si muove dentro questo equilibrio: tra forza e delicatezza, tra decisione e accoglienza, tra costruire e lasciare andare. Che si tratti di una clinica o di una squadra, di un paziente o di un atleta, per lei l’impresa resta una sola: creare valore umano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto ciò con il sorriso, anche quando il cammino diventa difficile. Perché, come scrive nella sua prefazione,&nbsp;<em>«è importante voler bene a ciò che si fa, poiché il mondo imprenditoriale è privo di emozioni solo per chi non lo vive con passione»</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è forse proprio in questa frase che si racchiude la sua vittoria più grande: quella di aver trasformato ogni scelta in un atto d’amore.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://www.graziellabragaglio.it/2025/11/24/impresa-come-atto-damore-intervista-andrea-bettini/">L’impresa come atto d’amore</a> first appeared on <a href="https://www.graziellabragaglio.it">Graziella Bragaglio</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>La forza delle competenze delle donne nello sport: i numeri (e non solo) della leadership</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Graziella Bragaglio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Oct 2025 12:48:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[competenze]]></category>
		<category><![CDATA[Donne in GIoco]]></category>
		<category><![CDATA[leadership]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Donne in gioco” racconta il valore e la visione femminile nello sport: un confronto su competenza, passione e futuro condiviso.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph">Le donne si mettono in gioco? Eccome se lo fanno! E se qualcuno avesse avuto dei dubbi, gli sarebbe bastato partecipare al convegno <strong>Donne in gioco</strong> tenutosi sabato 4 ottobre all’Hotel Industria di Brescia, organizzato dalla <a href="https://www.usap.it/" target="_blank" rel="noopener" title="">USAP</a> (Unione Sindacale Allenatori di Pallacanestro) per dissiparli tutti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo appuntamento, al quale ho avuto l’onore di partecipare come relatrice, ha riunito professioniste, dirigenti, allenatrici e appassionate del mondo della pallacanestro per riflettere sul ruolo delle donne nello sport. Organizzato da USAP in collaborazione con FIP, Lega Basket Femminile e Brixia Basket, l’evento ha fatto da cornice all’opening day della Serie A1 Femminile e ha messo a fuoco l’obiettivo di dare voce a storie multiformi, che ispirano e che, con la loro diversità, trasformano noi che le abbiamo vissute e coloro che erano lì per ascoltarle.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><img decoding="async" width="819" height="1024" src="https://www.graziellabragaglio.it/wp-content/uploads/2025/10/Evento-Donne-in-Gioco-4-ottobre-819x1024.jpg" alt="Evento Donne in Gioco - 4 ottobre" class="wp-image-9177" style="width:366px;height:auto" srcset="https://www.graziellabragaglio.it/wp-content/uploads/2025/10/Evento-Donne-in-Gioco-4-ottobre-819x1024.jpg 819w, https://www.graziellabragaglio.it/wp-content/uploads/2025/10/Evento-Donne-in-Gioco-4-ottobre-240x300.jpg 240w, https://www.graziellabragaglio.it/wp-content/uploads/2025/10/Evento-Donne-in-Gioco-4-ottobre-768x960.jpg 768w, https://www.graziellabragaglio.it/wp-content/uploads/2025/10/Evento-Donne-in-Gioco-4-ottobre.jpg 1080w" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Ho potuto dividere il palco con persone di grande valore, ognuna delle quali ha riportato la propria storia e le sfide alle quali ha partecipato, mettendo in evidenza le tante sfaccettature dello sport inteso non solo come competizione, ma anche come miscelatore di stimoli ed esperienze (potete trovare le biografie dell’intero panel <a href="http://www.usap.it/convengno-donne-in-gioco-ottobre-2025/" target="_blank" rel="noopener" title="qui">qui</a>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con il mio intervento in apertura ho voluto condividere il percorso che mi ha portata a vivere lo sport sì con grande passione, ma anche come professione e strumento di cambiamento, personale e collettivo. Perché sì, come si dice spesso lo sport è una palestra di vita ma rappresenta anche un laboratorio di leadership, capacità di far fronte agli imprevisti e sviluppo di competenze applicabili in ogni ambito.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Da una scommessa a una consapevolezza</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quando ho iniziato il mio percorso nella pallacanestro, a Brescia non si parlava più di basket da trent’anni. Sembrava un vero e proprio azzardo investire in un ambiente che sembrava quasi dimenticato e del quale io conoscevo relativamente poco, ma ho scelto di crederci. E oggi, guardando indietro, posso vedere come quella scelta abbia aperto una strada per me, perché ho potuto confrontarmi con una realtà complessa e dinamica, e per le tante persone che ho incontrato e che sono state coinvolte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho ricordato come lo sport sia ancora percepito come uno spazio “nuovo” per le donne, anche se osservando i numeri di un recente rilevamento ISTAT ci si accorge che molto si sta muovendo: nell’indagine 2023, infatti, emerge che le donne rappresentano il 31,5% dei tesserati sportivi in Italia, con una crescita del 7% negli ultimi dieci anni (e superiore a quella maschile. La presenza femminile è fortissima, in particolare, in discipline come la pallavolo, la ginnastica, il tennis e il padel, il nuoto, fino ad arrivare agli sport equestri. È certamente un sintomo molto positivo di un movimento che sta acquistando sempre più forza, ma questa luce porta dietro con sé anche un’ombra: in altri sport, come la pallacanestro, c’è ancora tanto da fare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si tratta solo di partecipazione; si tratta di competenze. La percentuale in crescita di atlete e sportive dovrebbe accompagnarsi a un aumento della presenza di donne nei ruoli decisionali, tecnici e manageriali. È importante essere presenti lì, dove si decide, si progetta, si guida.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Competenza, presenza, influenza</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tornando ai dati, solo il 4,5% dei presidenti degli organismi sportivi italiani sono donne.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cinque su centodieci.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Capite che meno modelli femminili ci sono, meno possibilità abbiamo di poterci ispirare, di ambire a una formazione di alto livello, di spingere al progresso. Le nuove generazioni hanno bisogno di modelli diversi e diversificati, per poter sognare di essere un o un’atleta, un o una presidente. Di poter diventare qualcuno in grado, a propria volta, di ispirare chi verrà dopo di sé.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://www.graziellabragaglio.it/wp-content/uploads/2025/10/WhatsApp-Image-2025-10-13-at-09.06.213-1024x1024.jpeg" alt="Evento Donne in Gioco - 04 ottobre 2025" class="wp-image-9188" style="width:450px;height:auto" srcset="https://www.graziellabragaglio.it/wp-content/uploads/2025/10/WhatsApp-Image-2025-10-13-at-09.06.213-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.graziellabragaglio.it/wp-content/uploads/2025/10/WhatsApp-Image-2025-10-13-at-09.06.213-1536x1536.jpeg 1536w, https://www.graziellabragaglio.it/wp-content/uploads/2025/10/WhatsApp-Image-2025-10-13-at-09.06.213-650x650.jpeg 650w, https://www.graziellabragaglio.it/wp-content/uploads/2025/10/WhatsApp-Image-2025-10-13-at-09.06.213-1300x1300.jpeg 1300w, https://www.graziellabragaglio.it/wp-content/uploads/2025/10/WhatsApp-Image-2025-10-13-at-09.06.213-150x150.jpeg 150w, https://www.graziellabragaglio.it/wp-content/uploads/2025/10/WhatsApp-Image-2025-10-13-at-09.06.213-300x300.jpeg 300w, https://www.graziellabragaglio.it/wp-content/uploads/2025/10/WhatsApp-Image-2025-10-13-at-09.06.213-768x768.jpeg 768w, https://www.graziellabragaglio.it/wp-content/uploads/2025/10/WhatsApp-Image-2025-10-13-at-09.06.213.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Evento Donne in Gioco &#8211; 04 ottobre 2025</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Quindi, come si può arrivare a ricoprire questi ruoli? E, una volta arrivate, come si fa a tenere aperta la strada per le altre?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel mio percorso ho imparato che la chiave di volta sono le competenze: sembra scontato che per fare strada serva essere capaci, ma quello che intendo per competenze è quel giusto mix di doti personali, spirito di apprendimento e capacità in continua formazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare, ho cercato di puntare il focus su quattro dimensioni:</p>



<p class="wp-block-paragraph">• l’<strong>ascolto</strong>, inteso come il saper cogliere le sfumature delle persone e delle situazioni, per costruire fiducia e anticipare i problemi;<br>• l’<strong>empatia</strong>, quella capacità di coinvolgere, motivare e valorizzare ogni componente della squadra;<br>• l’<strong>adattabilità</strong>, che è una dote fondamentale che si affina anche con lo studio e permette di essere preparati a reagire agli imprevisti con visione e prontezza;<br>• l’<strong>etica</strong> e la <strong>responsabilità</strong>, perché non si va da nessuna parte senza tenere saldo il senso profondo del nostro ruolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Essere presidente mi ha insegnato tutto questo, ma non crediate che abbia finito di imparare. Cresco ogni giorno e anche la partecipazione a un convegno come quello di Donne in Gioco mi ha ribadito, ancora, quanto sia importante portare la propria esperienza ma farsi anche permeare da quella degli altri. Questa collaborazione, soprattutto tra le donne, è ciò che permetterà sempre di più di non chiedere il permesso per occupare spazi. Dimostriamo che sappiamo abitarli con competenza, passione e visione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo sport, e la presenza competente delle donne nello sport, può essere uno straordinario motore di cambiamento sociale. Ma per fare in modo che sia efficace e duraturo dobbiamo investire, tutte e tutti, nella formazione reciproca, ne sostegno agli altri nei loro percorsi, così da rendere questa strada più agevole (il che non significa per nulla priva di sfide!).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mai come oggi, in questo tempo e in questo mondo, è cruciale ricordarsi che il cambiamento non si fa da sole. Si fa insieme.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a id="_msocom_1"></a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://www.graziellabragaglio.it/2025/10/14/la-forza-delle-competenze-delle-donne-nello-sport/">La forza delle competenze delle donne nello sport: i numeri (e non solo) della leadership</a> first appeared on <a href="https://www.graziellabragaglio.it">Graziella Bragaglio</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>I valori umani fanno squadra con la comunità</title>
		<link>https://www.graziellabragaglio.it/2025/09/26/valori-umani-fanno-squadra-con-la-comunita/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=valori-umani-fanno-squadra-con-la-comunita</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Graziella Bragaglio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2025 14:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[Pallacanestro Brescia]]></category>
		<category><![CDATA[valori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’incontro con il Vescovo Tremolada per il Giubileo degli Sportivi 2025 ha rafforzato i valori che guidano Pallacanestro Brescia: rispetto e solidarietà.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="wp-block-heading" id="ember2585">La delegazione della Pallacanestro Brescia ha incontrato Monsignor Pierantonio Tremolada per il Giubileo degli Sportivi 2025.</h3>



<p class="wp-block-paragraph" id="ember2586">Lunedì 22 settembre si è tenuto un evento solenne che ha emozionato me e tutta la <a href="https://pallacanestrobrescia.it/" target="_blank" rel="noopener" title="">Pallacanestro Brescia</a>: ho infatti avuto l’onore di accompagnare la delegazione della nostra squadra per un incontro speciale con il vescovo di Brescia, <strong>Monsignor Pierantonio Tremolada.</strong> Il luogo che ha accolto questa bellissima occasione di incontro e condivisione è stato il Salone dei Vescovi nell’Episcopio di Piazzetta del Vescovado a Brescia, dove insieme a me hanno incontrato il vescovo l’AD <strong>Mauro Ferrari</strong>, il capo allenatore <strong>Matteo Cotelli</strong>, il capitano della nostra squadra<strong> Amedeo Della Valle</strong> e <strong>Miro Bilan</strong>; insieme alla nostra delegazione erano presenti anche altre realtà sportive del nostro territorio, tutte insieme per celebrare il Giubileo degli Sportivi 2025.</p>



<p class="wp-block-paragraph" id="ember2587">Non è stata una semplice visita di cortesia, ma una profonda condivisione di valori ed emozioni, sia di chi scende in campo che di chi lo sport lo guarda e lo vive da spettatore, da tifoso o da semplice simpatizzante.</p>



<p class="wp-block-paragraph" id="ember2588">È in queste occasioni che il mio ruolo di presidente assume un valore che reputo di grande responsabilità e di immenso orgoglio: quello di rappresentare lo sport come un potentissimo veicolo di educazione e coesione sociale; valori che abbiamo espresso al nostro vescovo e che condividiamo con tutte le realtà sportive del nostro territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph" id="ember2589">È stato un momento in cui ricordare, ancora una volta, che i successi (sul campo come nella nostra vita quotidiana) nascono da una base impastata di valori umani e morali essenziali.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="ember2590">La lezione più importante: rispetto e solidarietà</h3>



<p class="wp-block-paragraph" id="ember2591">Tutte le delegazioni presenti, sono certa, hanno ricordato in questa occasione come ogni membro della comunità abbia un ruolo cruciale nella costruzione della realtà civile in cui viviamo: in questa, l’attenzione verso l’altro misura davvero la nostra civiltà.</p>



<p class="wp-block-paragraph" id="ember2592">Questo è un concetto che risuona tantissimo con la mia esperienza e la mia visione del mondo e della comunità: rispettare l’altro, trovare una via comune, comprendere la diversità e trasformarla in forza comune sono gli ingredienti di una società che sa progredire e prendersi cura dei propri membri&#8230; proprio perché sono gli stessi membri che si curano l’uno dell’altro.</p>



<p class="wp-block-paragraph" id="ember2593">E questo è valido anche sul campo da basket: una squadra è un organismo in cui tutti gli elementi lavorano insieme e si curano degli altri, dove il <strong>rispetto </strong>dei ruoli e delle specificità rappresenta un valore assoluto.</p>



<p class="wp-block-paragraph" id="ember2594">Rispetto: per l’avversario, per l’arbitro, per i compagni, per il pubblico. Riconoscere l’apporto di tutti, accettare le decisioni difficili, fare fronte comune nei momenti di scoramento, sostenersi a vicenda&#8230; sono queste le mille sfumature del rispetto e ogni giorno cerchiamo di praticarle applicandoci nella nostra grande passione sportiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph" id="ember2595">A questo si accompagna la solidarietà: un pilastro del messaggio cristiano, ma soprattutto un valore che, soprattutto oggi, dobbiamo cercare di incorporare nelle nostre vite. Proteggere e assistere il compagno di squadra sul campo si deve tradurre con la protezione e l’assistenza a chi ne ha più bisogno.</p>



<p class="wp-block-paragraph" id="ember2596">Come in una squadra, il vero valore è dato dalla somma di tutti non dallo spiccare del singolo. Ma ogni singolo elemento deve fare la sua parte.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="ember2597">Sport come specchio della comunità</h3>



<p class="wp-block-paragraph" id="ember2598">La nostra squadra non è un’entità isolata, ma profondamente radicata nel territorio e nella città; l’incontro con il nostro vescovo ci ha reso ancora più consapevoli del nostro ruolo di ambasciatori del rispetto e della solidarietà della comunità bresciana.</p>



<p class="wp-block-paragraph" id="ember2599">Promuovere lo sport, attività che facciamo con profonda passione e impegno, significa promuovere un modello di società sana in cui la disciplina e il sacrificio non sono fini a loro stessi, ma diretti a un obiettivo comune in cui ognuno, con le proprie peculiarità, può contribuire.</p>



<p class="wp-block-paragraph" id="ember2600">Lo sport è ancora di più un punto di riferimento positivo per l’inclusione e la solidarietà, nella palestra come nei quartieri e nelle scuole.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="ember2601">Investire nello sport: una promessa per un futuro migliore</h3>



<p class="wp-block-paragraph" id="ember2602">In questo nostro complicato mondo, lo sport di squadra offre un prezioso antidoto all’isolamento e all’individualismo: ci insegna che siamo tutti interdipendenti e che il canestro finale, il gol o il punto sono il risultato di cinque, undici o sei persone diverse che si muovono con un unico intento.</p>



<p class="wp-block-paragraph" id="ember2603">Investire nello sport è costruire un capitale sociale per una comunità, perché si insegna fin da bambini a fare fronte comune, a collaborare a rispettare l’altro in tutti i contesti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" id="ember2604">Ringrazio il Vescovo Tremolada, mons. Claudio Paganini (Responsabile diocesano per la Pastorale dello Sport) e la delegazione della nostra squadra per averci dato ancora una volta l’occasione di riflettere su questi temi e per aver offerto una prospettiva alta e di grande valore.</p>



<p class="wp-block-paragraph" id="ember2605">I valori umani non sono un optional: sono il fondamento di una comunità unità e vincente.</p>



<p class="wp-block-paragraph" id="ember2606">È con questo spirito che voglio chiudere questo post e permettetemi un grande in bocca al lupo alla Pallacanestro Brescia che questo fine settimana si batterà per la conquista della Supercoppa Italiana 2025! Vi aspettiamo tutti a tifare Brescia sabato 27!</p><p>The post <a href="https://www.graziellabragaglio.it/2025/09/26/valori-umani-fanno-squadra-con-la-comunita/">I valori umani fanno squadra con la comunità</a> first appeared on <a href="https://www.graziellabragaglio.it">Graziella Bragaglio</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Le belle persone si riconoscono subito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Graziella Bragaglio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jun 2025 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Pallacanestro Brescia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una vittoria storica, un pubblico eccezionale e il vero spirito dello sport. Perché le belle persone, nello sport, si riconoscono subito.</p>
<p>The post <a href="https://www.graziellabragaglio.it/2025/06/06/le-belle-persone-si-riconoscono-subito/">Le belle persone si riconoscono subito</a> first appeared on <a href="https://www.graziellabragaglio.it">Graziella Bragaglio</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="2518" class="elementor elementor-2518">
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									<p>L’altra sera abbiamo assistito ad una meravigliosa partita di pallacanestro: Gara 3 delle semifinali playoff ci ha garantito l’accesso alla finale del massimo Campionato di Basket grazie ad una suntuosa prestazione della squadra di basket di cui sono Presidente: la “mia Leonessa”.</p><p id="ember721" class="ember-view reader-text-block__paragraph">Un risultato incredibile, ottenuto contro una squadra eccezionale, Trapani, che aveva tutti i favori dei pronostici perché si presentava con l’innegabile vantaggio del campo (avrebbe giocato le prime due, decisive sfide in casa), con il miglior attacco del campionato, chiuso al secondo posto (noi abbiamo chiuso la Regular Season sotto di loro, al terzo posto), consapevoli di averci battuto sia all’andata che al ritorno, con la forza di chi aveva perso in una intera stagione solamente due volte.</p><p id="ember722" class="ember-view reader-text-block__paragraph">Aveva, perché con una prestazione – appunto – sontuosa la “mia Leonessa” ha costruito la vittoria in soli 3 match. Un 3-0 ottenuto grazie ad un gruppo davvero eccezionale e ad un allenatore debuttante in questa serie, Peppe Poeta.</p><p id="ember723" class="ember-view reader-text-block__paragraph">Impossibile però non pensare a Tucidide con il suo motto “La storia si ripete”, oppure ai corsi e ricorsi di Gianbattista Vico. Soprattutto quando questo ripetersi si tinge di un colore ammaliante ed acquista un piacevolissimo sapore, di quelli che si ricordano per anni.</p><p id="ember724" class="ember-view reader-text-block__paragraph">E si ripensa allora a 14 anni or sono, alla vittoria del campionato che allora si chiamava “A dilettanti” che ha sancito il passaggio del <a href="https://pallacanestrobrescia.it/">Basket Brescia</a> al professionismo della serie A2.</p><p>La storia si ripete ancora quando vengono in mente i momenti in cui il cuore ha palpitato tanto quanto la notte scorsa, e torna il sapore di uno dei risultati della “mia Leonessa” di cui vado più fiera: la promozione in serie A, ottenuta il 24 giugno del 2016…</p>								</div>
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									<p>Ecco, in questa storia che si ripete Trapani è sempre li, come una sorella o meglio come la cugina che non si frequenta tutti i giorni ma che ci viene a trovare per le feste: il <strong>20 maggio 2011</strong> Brescia sconfigge proprio Trapani, e proprio 3-0, nella gara 3 dei playoff promozione, ed ottiene il titolo di Campione d’Italia Dilettanti, con la conseguente promozione nel Campionato di Lega Due.</p>								</div>
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									<p>La stagione 2015-2016 si conclude il 24 giugno 2016 con la splendida promozione in Serie A… e la cugina è li, in uno splendido ottavo di finale, quasi a lanciarci la volata su Derthona, Scafati ed infine sulla Fortitudo…</p>								</div>
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									<p id="ember728" class="ember-view reader-text-block__paragraph">E l’altra sera la cugina era sempre li… A Trapani come a Brescia, con il proprio pubblico splendido, sempre corretto, animato da passione vera e da un sano spirito sportivo, davvero fatto di belle persone.</p><p id="ember729" class="ember-view reader-text-block__paragraph">Un pubblico competente, che ha visto la propria squadra combattere davvero al pari di un leone, sempre con correttezza e con sportività, mai cercando di barare e mai tradendo la correttezza che è la base delle competizioni. Senza un coro fuori-posto, un insulto gratuito o un bercio maleducato, come purtroppo a volte capita…</p><p id="ember730" class="ember-view reader-text-block__paragraph">Quest’anno l’abbiamo spuntata, grazie forse all’umiltà con la quale ci siamo presentati in casa di una potenza – ormai – del basket italiano, rinnovata nella compagine societaria ma di tradizione e di spirito antichi.</p><p id="ember731" class="ember-view reader-text-block__paragraph">Ma proprio perché nel basket conta l’umiltà del gruppo, più delle capacità dei singoli, siamo certi che la cugina verrà ancora a trovarci, ed allora avremo sempre la capacità di festeggiare, indipendentemente dalla vittoria, chi condivide come noi il vero spirito dello sport, quello denso di competitività certamente ma corretto, appassionato, pulito e verace. Come Trapani ed il suo pubblico, competente, fedele, fatto di “belle persone” perché le belle persone quando si incontrano, si riconoscono immediatamente tra loro.</p>								</div>
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				</div><p>The post <a href="https://www.graziellabragaglio.it/2025/06/06/le-belle-persone-si-riconoscono-subito/">Le belle persone si riconoscono subito</a> first appeared on <a href="https://www.graziellabragaglio.it">Graziella Bragaglio</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Sport, salute e ozonoterapia. La combinazione vincente contro il dolore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Graziella Bragaglio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Apr 2025 09:50:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Ozonoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un approfondimento su come sport, salute e ozonoterapia possano integrarsi per migliorare il benessere e supportare la terapia del dolore.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sport, salute.</strong> È un connubio sempre più importante e come ben sapete sono particolarmente coinvolta in entrambi i campi. Per questo lo scorso 22 marzo ho partecipato con grandissimo piacere al convegno “<a href="_wp_link_placeholder" data-wplink-edit="true"><em>Le nuove frontiere dell’Ozonoterapia</em></a>” tenutosi a Trapani e organizzato dalla <a href="https://nuovafio.it/"><strong>Nuova FIO &#8211; Nuova Federazione Italiana di Ossigeno-Ozono</strong></a> sotto l’egida del direttore del corso Giuseppe Venza, che ringrazio per l’ospitalità e per avermi dato ancora una volta l’occasione di poter parlare di due argomenti ai quali tengo moltissimo.</p>
<p>Lo sport è infatti un pilastro della salute universale e vale la pena riepilogare brevemente i benefici che questo apporta:</p>
<p>Durante la mia presentazione infatti ho esplorato il legame strettissimo tra la salute e il benessere e lo sport, come strumento imprescindibile per ottenere uno stato di salute ottimale.</p>
<ul>
<li>Protegge l’organismo da patogeni e agenti dannosi</li>
<li>Rinforza il sistema immunitario</li>
<li>Migliora l’umore e lo stato di benessere psicologico</li>
</ul>
<p>Questi sono solo alcuni dei tanti vantaggi che si ottengono praticando sport, anche senza farlo a livello agonistico: infatti, le attività consigliate per rinforzare il nostro corpo e il nostro sistema immunitario vanno dalla camminata veloce o jogging leggero (30 &#8211; 40 minuti al giorno) alle attività aerobiche a bassa intensità come nuoto e yoga, fino all’allenamento con pesi moderati.</p>
<p>Questo perché anche il troppo sport può essere controproducente: si parla infatti di <em>overtraining </em>quando l’intensa attività sportiva riduce l’efficienza del nostro sistema immunitario temporaneamente.</p>
<h2>Sport e terapia del dolore: quando il movimento ci fa stare davvero meglio</h2>
<p>Senza arrivare però agli estremi dell’eccesso di allenamento, ciò che volevo sottolineare nel mio intervento è questo: lo sport non è solo movimento salutare o competizione, ma rappresenta un vero e proprio strumento terapeutico, essenziale per la salute globale del paziente, soprattutto quando si parla di percezione e gestione del dolore.</p>
<p>Ormai vi sono numerose prove scientifiche che dimostrano come l’attività fisica sia in grado di ridurre la percezione del dolore; questo grazie al suo effetto sul sistema nervoso e sul rilascio di endorfine, i cosiddetti “ormoni della felicità”, che agiscono come analgesici naturali.</p>
<p>A questa caratteristica si aggiunge un altro aspetto fondamentale: recenti ricerche hanno messo in evidenza la stretta connessione tra dolore e stress bio-psico-sociale.</p>
<p>Chi sperimenta alti livelli di stress, sia fisico che psico-emotivo, ha una percezione amplificata del dolore. Ed è rinomato quanto il dolore, quando è cronico soprattutto, generi a sua volta dello stress psicologico ed emotivo, innescando un circolo vizioso di ansia e disagio che può portare financo all’isolamento sociale.</p>
<p>In questo vortice lo stress aumento la percezione del dolore, che a sua volta alimenta lo stato di stress.</p>
<p>È qui che lo sport può giocare un ruolo importantissimo, quello di elemento di rottura di questa spirale di stress e dolore che sia alimentano a vicenda: l’attività fisica regolare aiuta a rompere questo ciclo, riducendo lo stato di pressione psicologica e migliorando non solo l’equilibrio ormonale, ma anche la resilienza fisica e mentale.</p>
<p>I neurotrasmettitori che vengono stimolati durante l’attività fisica migliorano lo stato dell’umore e innescano un meccanismo di controllo del dolore, permettendone una gestione più efficace anche in quei pazienti che presentano delle patologie croniche in cui la componente dolorifica inficia notevolmente la qualità della vita.</p>
<h2>L&#8217;Ozonoterapia: Un&#8217;Alleata Contro il Dolore</h2>
<p>Ovviamente, essendo in un contesto in cui si parlava di ozonoterapia non ho potuto non sottolineare come questa si stia sempre di più evidenziando come grandissima risorsa per stimolare i meccanismi che riparano il corpo e riducono le infiammazioni. Oramai questa terapia viene applicata nel trattamento di diverse patologie come quelle osteoarticolari, le lesioni e i traumi sportivi e le infezioni, supportando la terapia antidolorifica con grande efficacia.</p>
<h2>Lo sport come strumento di recupero del benessere fisico e psicologico</h2>
<p>Accanto a terapie farmacologiche e strumentali, come l’ossigeno-ozonoterapia, l’attività fisica, svolta in modo adeguato, magari seguiti da un professionista, può rivelarsi una potentissima alleata nel percorso di recupero dal dolore.</p>
<p>Il movimento, come abbiamo visto, ha sia effetti positivi immediati sul corpo, aumentando la massa muscolare, favorendo la migliore ossigenazione dei tessuti e potenziando il sistema immunitario, che sul nostro umore grazie alla produzione delle endorfine, che hanno un effetto analgesico naturale e contribuiscono a migliorare il tono generale dell’umore e del benessere.</p>
<p>Perciò integrare lo sport nei percorsi terapeutici significa migliorare la forma fisica ma soprattutto adottare un approccio più consapevole e ampio alla terapia del dolore, incorporando tutti gli aspetti del benessere: la componente biologica, psicologica e sociale.</p>
<p>Integrare lo sport nel percorso di terapia significa avere la possibilità di ottenere risultati significativi nel trattamento del dolore. Agendo su più fronti, da quello farmacologico a quello sportivo, si creano le condizioni migliori per far sì che il paziente recuperi il benessere e la salute in uno stato emotivo positivo e proattivo.</p>
<p>Sport e terapia medica possono essere due forze che si alimentano e potenziano a vicenda, accelerando il processo di recupero e migliorando la funzionalità del nostro corpo. Il tutto sotto la supervisione e la guida di medici e professionisti esperti, in grado di guidare e assistere il paziente in ogni fase del suo percorso.</p>
<p>Ho concluso il mio intervento sottolineando l’importanza quindi dell’approccio multidisciplinare necessario al trattamento del dolore.</p>
<p>Sport e medicina sono alleati preziosissime, un binomio vincente per il recupero del nostro benessere e la riduzione del dolore.</p><p>The post <a href="https://www.graziellabragaglio.it/2025/04/14/sport-salute-ozonoterapia/">Sport, salute e ozonoterapia. La combinazione vincente contro il dolore</a> first appeared on <a href="https://www.graziellabragaglio.it">Graziella Bragaglio</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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